19/11/2019 13:05:00

La moglie di Totò Riina chiede il reddito di cittadinanza

 La moglie del super boss mafioso che chiede il reddito di cittadinanza. Sembra una favola, ma è la verità. Ninetta Bagarella, vedova del boss Totò Riina, morto il 17 novembre del 2017, ha chiesto, ma non ottenuto, il sussidio voluto dal Movimento 5 Stelle.

La domanda della vedova del boss è stata bocciata dall'Inps. "Un'ingiustizia fiscale" secondo Giustitalia che annuncia ricorso. L'avvocato Alessandro Romano, membro dell'associazione insieme a Samantha Faiella: "L'ente previdenziale ha commesso un errore, la signora ha tutti i requisiti di legge per ottenere il sussidio in quanto le andava applicata una detrazione di 950 euro per il nipote convivente e senza reddito".

Per ottenere il reddito di cittadinanza servono dei requisiti di legge ben precisi: non bisogna avere un reddito "familiare" superiore a 9.360 euro annui, non bisogna avere un patrimonio immobiliare (ad eccezione della prima casa) superiore a 30 mila euro e altri requisiti di minore importanza. Ninetta Bagarella è proprietaria di una casa a Corleone e di un terreno agricolo e percepisce un reddito pensionistico di 10.560,34 euro. Ha presentato un Isee per l'anno pregresso di poco superiore al limite di quello richiesto per il reddito di cittadinanza. La normativa vigente per il 2019 prevede una "detrazione" di 950 euro per figli con più di tre anni, purchè minorenni. La normativa prevede che lo sgravio fiscale si applichi non solo per i figli, ma anche per i nipoti ex filio conviventi e privi di reddito. "La signora Bagarella - continua l'avvocato - ha a carico un nipote maggiorenne che non lavora e fino a 26 anni si può beneficiare della detrazione di 950 euro, ma nonostante questo, circa una settimana fa, tramite il call center ha saputo che la sua domanda è stata respinta. Il problema è tecnico. Faremo ricorso".

Ninetta Bagarella, 75 anni, è nota alle cronache, non solo per essere la sorella di Calogero e Leoluca Bagarella, ma anche per aver sposato il capo-mafia Totò Riina nel 1974 e in gran segreto. Un diploma di maturità classica in tasca, un passato da insegnante di italiano, Ninetta divenne però Lady Riina e iniziò ad avere problemi con la giustizia nel 1971, quando era fidanzata di Riina. Ma ne uscì in maniera pulita. Storica la sentenza del gennaio 2007 in cui la famiglia di Totò Riina venne condannata a risarcire la famiglia di Paolo Borsellino con una cifra di 3 milioni e 360 mila euro, a seguito della causa intentata dalla vedova del giudice proprio contro Ninetta Bagarella.