27/11/2019 06:00:00

Cambiamenti climatici, Trapani e Marsala rischiano di finire sommerse. Lo studio

 Trapani, Marsala e dintorni potrebbero essere sommerse a causa dell’innalzamento dei mari nei prossimi secoli, se non decenni.


E’ il preoccupante quadro che viene fuori rapporto 2019 “Il clima è già cambiato” dell'Osservatorio sui cambiamenti climatici di Legambiente presentato nei giorni scorsi.

La provincia di Trapani è una delle quaranta zone costiere a rischio erosione costiera in Italia. Un dato che viene fuori dagli studi fatti sui cambiamenti climatici e che evidenzia come l’innalzamento degli oceani e quindi anche dei mari possa mettere in pericolo le popolazioni che vivono nelle città costiere. Tra queste Legambiente cita anche Marsala e Trapani.


In Italia sono impressionanti gli scenari di allagamento delle coste italiane
elaborati da Enea, in collaborazione con CNR e altri centri di ricerca universitari italiani ed esteri, che mostrano come a rischio inondazione ci sia un’area pari a quella della Liguria. In totale per il nostro Paese sono state individuate 40 aree costiere a rischio inondazione: 13 di queste aree sono state mappate, per un totale di 384,8 km di costa allagata, corrispondente alla perdita di territorio pari a 5686,4 kmq. In particolare a rischio sono una vasta area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna; la foce del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo; l’area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia; La Spezia in Liguria, tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, Marina di Campo sull’Isola d’Elba e le aree di Grosseto e di Albinia in Toscana. Andando al Centro-Sud, ad essere minacciate sono la piana Pontina, di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio; la piana del Volturno e del Sele in Campania; l’area di Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera) e di Nodigheddu, Pilo, Platamona e Valledoria (Sassari), di Porto Pollo e di Lido del Sole (Olbia) in Sardegna; Metaponto in Basilicata; Granelli (Siracusa), Noto (Siracusa), Pantano Logarini (Ragusa) e le aree di Trapani e Marsala in Sicilia; Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Santa Eufemia (Catanzaro) in Calabria.

Un'indagine di Climate Central, pubblicata sulla rivista Nature, riferisce inoltre che se i ghiacciai continueranno a sciogliersi a questo ritmo, 300 milioni di persone che vivono in aree costiere saranno sommerse dall’oceano almeno una volta l’anno entro il 2050, anche se le barriere fisiche — dighe, sbarramenti, marine — che erigono contro il mare, saranno potenziate.

Non solo rischio erosione e zone costiere sommerse, il rapporto mette al centro anche quello che sta provocando nelle città il cambiamento climatico. Dal 2010 ad oggi, sono 563 gli eventi registrati sulla mappa del rischio climatico, con 350 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti. Nel 2018, il nostro paese è stato colpito da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati, un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni. Dal 2014 al 2018 le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di 68 persone.
Nelle nostre città la temperatura media è in continua crescita e a ritmi maggiori rispetto al resto del Paese.
Legambiente ha realizzato anche una mappa del rischio climatico, con le città che negli ultimi anni hanno subito danni come inondazioni a causa di fenomeni meteorologici intensi. Tra queste c’è Mazara del Vallo, che lo scorso anno ha visto lo straripamento del fiume Mazara, a causa dei 104 mm di pioggia caduti in una notte. Le zone basse della città sono state allagate e molte persone sono state costrette a salire ai piani alti delle case.
Per Legambiente non c’è più tempo. Le città sono le aree più a rischio e sono quelle che devono prendere le maggiori misure per ridurre l’inquinamento che causa i cambiamenti climatici.



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