27/11/2019 07:00:00

L'omicidio di Ana. La donna voleva abortire lo stesso giorno del suo omicidio

Se non fosse stata uccisa, Ana Maria Lacrimoara Di Piazza da Antonino Borgia, proprio il giorno della sua morte doveva andare  andare in ospedale a Petralia Sottana per sottoporsi ad un intervento in «day hospital», molto probabilmente per abortire. In quell'ospedale di Petralia fino ad un paio di anni fa si facevano più aborti che nascite, oltre 300 rispetto ad una settantina di parti. 

Nascite non ce ne sono più, il reparto è stato dismesso, ma le interruzioni di gravidanza continuano, sono circa 150 all'anno, e vi arrivano donne da tutta la Sicilia.  E arrivano donne da tutta la Sicilia. È probabile dunque che la povera Ana Maria Lacrimoara Di Piazza, se non fosse stata uccisa dal suo amante Antonino Borgia, proprio lo scorso venerdì avrebbe abortito. Una scelta estrema e certamente sofferta, dettata dai tanti problemi della ragazza, già madre-single di un ragazzino di 11 anni.

A raccontare i fatti è la madre della giovane uccisa e in parte anche lo stesso assassino che al giudice ha confermato tutti i particolari della confessione resa subito dopo il suo arresto. È stato ascoltato dal gip per quasi due ore, si è fermato più volte ripetendo: «Cosa ho fatto...». 

La signora Anna Maria Di Piazza, madre adottiva della ragazza è stata sentita dai carabinieri nella notte tra venerdì e sabato. Proprio in quelle ore Borgia raccontava ai carabinieri quello che aveva combinato, la lite e poi le coltellate alla ragazza che gli aveva detto di aspettare un figlio da lui. La mamma di Ana racconta dell'esistenza di un bambino di undici anni, avuto dalla figlia adottiva con un ragazzo tunisino.

E poi racconta un particolare importante. «Precisava di essere a conoscenza del fatto - si legge - che la figlia adottiva si sarebbe dovuta sottoporre nella giornata del 22 novembre ad un intervento in day hospital presso l'ospedale di Petralia, dichiarando di avere visto la ragazza per l'ultima volta la sera, intorno alle 23.30, del precedente giovedì, 21 novembre».

La circostanza del possibile aborto, previsto proprio per il giorno della sua morte, viene in parte confermata anche dalle parole di Borgia che fin da subito ha detto ai carabinieri che la vittima aveva intenzione di interrompere la gravidanza. «Mi aveva detto che il figlio era mio - ha confessato Borgia -, e che non poteva portare avanti la gravidanza perché già aveva un figlio e la madre l'avrebbe mandata via da casa».