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29/11/2019 08:00:00

Processo Saguto, l'accusa non ha dubbi sul passaggio della tangente dalle mani di Seminara

 «Si può escludere che il telefono fosse lì?». «Non si può escludere che il terminale si trovasse a Piazza Luigi Sturzo». È il perito del tribunale Aurelio La Corte che risponde alla domanda del presidente Andrea Catalano. Il telefono sarebbe stato quello dell'avvocato Cappellano Seminara accusato di corruzione nel processo al «Sistema Saguto». Piazza Luigi Sturzo è il luogo dove secondo l'accusa sarebbe avvenuto il passaggio di denaro, ovvero 20 mila euro che dall'ingegnere Giuseppe Caronia sarebbero finiti nelle mani di Cappellano Seminara ed infine l'indomani a casa di Silvana Saguto, era il 29 giugno 2015. Circostanza quella dell'aggancio della cella di piazza Sturzo che il perito della difesa aveva escluso. Un punto a favore dell'accusa in una delle ultime udienze prima dell'inizio delle discussioni fissate per il 14 di gennaio.

Un altro colpo di scena annunciato dal Pm Maurizio Bonaccorso - riporta il Gds - infatti saranno modificati alcuni capi di imputazione per i principali protagonisti del processo solo per uno a favore. C'è un'intercettazione ambientale nella quale Silvana Saguto parlando con Tommaso Virga, padre di Walter amministratore giudiziario dei beni Rappa, anch'egli imputato nel processo, nella quale l'ex presidente delle misure di prevenzione diceva «A Rappa tornerà quasi tutto» era il luglio del 2015 ed il processo era appena iniziato. L'ha letta il perito trascrittore su richiesta dell'avvocato Raffaele Bonsignore legale di parte civile della famiglia Rap,pa presente al completo ieri in aula. C'è un'altra intercettazione trascritta nella quale questa volta è Walter Virga a dire: «Il problema è che Rappa duri un anno che duri due anni prima o poi finisce e torna al signor Rappa».

È stato anche sentito Angelo Ceraolo, fornitore di più di 70 computer all'azienda New Sport Car in amministrazione giudiziaria, un imprenditore che ha guadagnato da quanto emerso dall'esame delle parti civili circa 300 mila euro per la fornitura nel periodo dell'amministrazione Virga e Giannola. Un giovane, pare, molto vicino a Silvana Saguto, amico del figlio, come egli stesso ha ammesso, e ha aggiunto anche di aver fatto dei lavori nell'abitazione privata della la famiglia Virga e della famiglia Pantò, nuora di Silvana Saguto. La lunga udienza si è conclusa con le dichiarazioni spontanee di Calogera Manta, tra gli imputati nel processo, coadiutrice dell'amministrazione Sant'Angelo con il professore Provenzano accusato di aver fatto la tesi di laurea al figlio di Silvana Saguto, in cambio di incarichi in amministrazioni giudiziarie.