Trapani, l'aumento del prezzo del pane. C'è chi dice no: "Io il pane lo vendo come prima"
I panificatori trapanesi fanno cartello e da oggi hanno aumentato del 50 per cento il prezzo del pane. Ma c’è una voce fuori dal coro. Quella di Francesco Paolo Gianni: “Io il prezzo del pane non l’ho aumentato”. Titolare del forno “Il pane d’ amare”di via Nausica, il panettiere considera il rincaro “ingiustificato”.
“Proprio così – dice – perché non è vero che il costo delle materie prime ha subito ritocchi. E per quanto riguarda i costi di gestione con riferimento alla fatturazione elettronica, al pos e via dicendo devono ancora subentrare ecco perché aumentare il prezzo del 50 per cento non trova alcuna giustificazione”. Ed ancora: “L’aumento poi deve essere proporzionato, 20-40 centesimi al massimo. Non di più. E poi nella riunione erano presenti soltanto 50 titolari di forni, gli altri 50 erano assenti e i presenti hanno deciso per tutti”. Francesco Paolo Gianni è un vulcano in piena: “Mi è stato intimato di aumentare il prezzo, ma io non ho ceduto. Sono stato categorico: il prezzo del pane nel mio locale resta invariato”.
E già da questa mattina, nel forno di via Nausica si sono recate persone che non rientrano nella cerchia di clienti. “Ma il mio obiettivo – precisa il panettiere – non era quello di catturare nuovi consumatori ma di spezzare un monopolio che a me, francamente, non piace”.
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