03/12/2019 10:05:00

Processo Mafia Bet, scontro sull'ammissione delle parti civili

 Le richieste di costituzione di parte civile sono state ancora la materia del contendere, davanti al gup di Palermo Claudia Rosini, nell’udienza preliminare “Mafia Bet”.

Gli avvocati difensori, infatti, si sono opposti all’ammissione dell’associazione Codici (avv. Giovanni Crimi), Antiracket Trapani (avv. Giuseppe Novara) e “La Verità vive” di Marsala (avv. Giuseppe Gandolfo). Soltanto sulle richieste dei Comuni di Castelvetrano e Campobello di Mazara i difensori non si sono opposti. Il gup Rosini si pronuncerà il prossimo 13 dicembre, quando alcuni dei personaggi alla sbarra potrebbero chiedere il giudizio con rito abbreviato. Già stralciata la posizione del deputato regionale di Fi Stefano Pellegrino (corruzione elettorale in concorso senza aggravante mafiosa), nel procedimento sono imputati, per associazione mafiosa ed estorsione, gli imprenditori di Campobello di Mazara Salvatore “Mario” Giorgi, di 61 anni (solo per lui anche concorso in corruzione elettorale) e Calogero Jonn Luppino, di 39, zio e nipote, e Francesco Catalanotto, di 47, di Castelvetrano, gestore di un centro scommesse a Campobello. Il 15 marzo, poi, i carabinieri arrestarono, per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, i campobellesi Giacomo Barbera, di 66 anni, e Paolo De Santo, di 44.

Entrambi sono tornati in libertà, ma con divieto di dimora a Campobello di Mazara. Il rinvio a giudizio è stato, inoltre, chiesto anche per Giorgio Gaspare Luppino, di 66 anni, Maria Tocco, di 38, Antonino Cucuzza, di 45, Paola Maggio, di 38, Calogero Pizzolato, di 40, Gaudenzia Zito, di 50, tutti di Campobello di Mazara, Vito Balsamo, di 39, di Salemi, Antonino Tumbiolo, di 48, di Mazara del Vallo, e Giuseppe Di Stefano, di 82, di Salaparuta. A difenderli sono gli avvocati Giuseppe Pantaleo, Lillo Fiorello, Antonio Ingroia, Giovanni Di Caro, Salvatore Giovanni Di Stefano Messina, Ferdinando Giannilivigni, Francesco Moceri, Chiara Bonafede, Calogera Falco, Giovanni Mannino, Rosalba Di Gregorio, Mariella Gulotta, Marcella Giovanna Farina, Salvatore Ferrante e Rosario Triolo. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Francesca Dessì.