Quantcast
×
 
 
23/12/2019 06:00:00

Il buco da 2 miliardi. Da Roma il decreto per salvare la Sicilia

 Oggi è il giorno decisivo per salvare la Regione Siciliana da un disavanzo enorme che sta già mettendo in seri guai i conti regionali.
Sarà un decreto legislativo del Consiglio dei Ministri a salvare i conti della Regione. Una norma che permetterà di ripianare il disavanzo da 2,1 miliardi di euro in dieci anni.


Un disavanzo accertato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti e su cui oggi il Governo nazionale lavorerà con i vertici dell'esecutivo siciliano. La soluzione di spalmare in dieci anni il disavanzo non è passata dal decreto Milleproroghe che è stato approvato nei giorni scorsi ma da un decreto del governo che proprio oggi, prima della pausa natalizia, verrà esaminato insieme a Nello Musumeci a Roma.
Si discuterà delle “norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e dei controlli”.
Il testo è stato già esaminato dalla giunta regionale, e approvato, nei giorni scorsi proprio recependo il parere della Corte dei conti.


Se le cose non dovessero essere stravolte, ma questo avrebbe del clamoroso, il decreto legislativo consentirà non solo di ripianare il disavanzo, piano piano, in dieci anni, ma eviterà anche una manovra regionale lacrime e sangue con tagli da 300 milioni di euro.
La possibilità di emanare un decreto legislativo è emersa dopo lo stop della norma sul salvataggio dei conti siciliani nel Milleproroghe.
«La norma sul ripiano del disavanzo della Regione Siciliana non poteva andare nel milleproroghe, come proponeva qualcuno in maniera alquanto irrituale», ha spiega il ministro Provenzano.. «La procedura costituzionalmente corretta, condivisa con il ministro Francesco Boccia cui spetta la proposta, a seguito dell'accordo raggiunto in Commissione paritetica, è un decreto legislativo su norme di attuazione dello Statuto in materia contabile, che sarà varato nel prossimo Consiglio dei ministri».


«C'è lo Stato, anche su questa delicata vicenda del bilancio – ha aggiunto Provenzano. Chi ha il dovere di rappresentare le istituzioni dovrebbe impegnarsi a ricordarlo tutti i giorni ai cittadini e forse anche a se stesso». «La commissione paritetica presieduta dal consigliere del Ministro per gli affari regionali, Antonio Ilacqua, aveva già indicato la strada maestra del percorso costituzionale. È un chiaro e netto segnale di attenzione e di responsabilità che il Governo nella sua interezza trasmette all'intera comunità siciliana», commenta il ministro per gli Affari regionali Boccia al termine della riunione del Consiglio dei ministri, «ogni altra norma ordinaria sarebbe stata illegittima e incoerente rispetto alle finalità che riguardano la condizione finanziaria della Regione». Soddisfazione per Nello Musumeci: «Parteciperò personalmente alla riunione del governo nazionale. Apprezzo che il presidente Conte abbia voluto dar seguito alla richiesta inoltrata nei giorni scorsi».
Tirano un sospiro di sollievo i sindacati alle notizie sul decreto legislativo che oggi potrebbe vedere la luce.


“Un intervento positivo ma non risolutivo”, dice Alfio Mannino segretario regionale della Cgil, “cogliamo l'attenzione del governo nazionale nei confronti della Sicilia e prendiamo atto con soddisfazione della misura annunciata. Il nostro auspicio è adesso che si evitino sterili contrapposizioni. Al Presidente Musumeci chiediamo di bloccare i tagli e di aprire subito il confronto per definire un piano che affronti i nodi strutturali, trovando rimedi per le difficoltà economiche e di bilancio della Sicilia evitando che in futuro si ripropongano gli stessi problemi”.
Il segretario siciliano della Uil, Claudio Barone, chiede adesso di “aprire subito un confronto per definire un piano che affronti i nodi strutturali e che faccia ripartire l'economia”.
Chiede invece “risposte ad una crisi grave” al di là dello strumento da utilizzare il segretario regionale della Cisl, Sebastiano Cappuccio: “Prendiamo atto con soddisfazione dell'intervento del governo nazionale. A questo punto chiediamo al presidente Musumeci di bloccare subito i tagli e di convocarci per definire un vero piano di programmazione e rilancio”.