11/01/2020 08:23:00

Marsala, sposa un uomo di Bergamo ma scopre che è un violento. Il caso

Trova un posto di lavoro in un paesino del Bergamasco, conosce un coetaneo del luogo, se ne innamora e ci fa anche due figli. Lui, però, ha un “caratteraccio”. Anzi, sarebbe proprio un violento.

La vita della donna, una trentenne marsalese, diventa quindi un vero inferno. Tanto che ad un certo punto è costretta a tornare dai suoi genitori, a Marsala, insieme ai due figli piccoli.

Adesso, lui è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Bergamo per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Ciò dopo che la donna ha trovato il coraggio di denunciare le ripetute minacce e le lesioni fisiche e psicologiche subite.

Un passo fatto dopo aver chiesto aiuto ai familiari rimasti in Sicilia e all’avvocato Laura Errera, uno dei legali consulenti dello Sportello Antiviolenza recentemente inaugurato nei locali della Procura della repubblica di Marsala. Sono state, quindi, attivate tutte le procedure civili urgenti per la tutela della donna e dei figli e sono state emesse misure penali e civili, altrettanto, urgenti per tutelare le vittime. L’avvocato Laura Errera assiste la donna in sede civile e il suo collega Carlo Ferreri in sede penale nel procedimento contro l’ex compagno. I primi provvedimenti giudiziari che hanno consentito al nucleo familiare di ritrovare serenità risalgono a fine giugno 2019, quando la magistratura emise un ordine di protezione contro gli abusi familiari, con misura cautelare, per l’uomo, di divieto di avvicinamento alla sua “ex” e ai figli. Già in precedenza, in sede civile, per lui era stato disposto il divieto di avvicinamento all’ex compagna e ai figli minori, ma l’uomo continuava a perseguitare la compagna con minacce di atti violenti anche autolesionistici e richieste anche via whatsapp. Per questo, si rese necessaria, in sede penale, la misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla donna e ai minori.

Quando si decise a denunciare il compagno manesco, sul corpo della giovane marsalese erano evidenti i lividi e gli altri segni dei maltrattamenti fisici subiti: perforazione del timpano e danni al cuoio capelluto.



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