Si rafforza il rapporto tra Musumeci e Salvini, che dice: "La Lega in Sicilia è più forte"
Si rafforza il sodalizio tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il leader della Lega, Matteo Salvini, che è stato Palermo nella giornata di lunedì. Una alleanza politica che ha visto la presenza di Gianfranco Miccichè, presidente dell’ARS e commissario in Sicilia per Forza Italia.
La parte politica è fatta salva, Musumeci e Ruggero Razza, suo braccio destro e assessore alla Salute sono molto vicini alla Lega, a breve ci dovrebbe essere un ingresso in giunta targato Carroccio.
Salvini ha dichiarato che la Lega in Sicilia è forte, che cresce in tutto il Sud. Cambio di politica per Miccichè che non aveva perso occasione di etichettare Salvini come “stronzo”, per la questione dei migranti tenuti a bordo della nave Diciotti.
Toni distesi adesso, amicali, tanto da aver omaggiato il leader della Lega con una statuetta di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Un gesto importante, tenuto conto di cosa rappresenti la Santuzza per tutti i palermitani.
In Sicilia ci sono delle emergenze da affrontare per lo sviluppo dell’Isola, la questione infrastrutture non è più rinviabile, la Regione è vergognosamente indietro rispetto al resto del Paese, è questo uno dei punti inderogabili per il presidente Musumeci, lo chiede anche il gruppo consiliare della Lega che è composto da Giovanni Bulla, Orazio Ragusa, Marianna Caronia, Antonio Catalfamo.
Il pranzo è andato bene, la Lega entrerà in giunta, la delega richiesta è quella all’Agricoltura, al momento la poltrona è occupata da Edy Bandiera, forzista.
Salvini ha dato un’apertura di credito alla realizzazione del ponte sullo Stretto, di cui si parla da anni: si, anche con investimenti privati, ma con un progetto rivisto e aggiornato.
E sulla possibilità di far salire tutti sulla Lega, visto le percentuali raggiunte, non pone veti , non fa differenza su chi non ha esperienza passata e su chi ha militato in altri partiti, traccia una linea netta di demarcazione tra Lega e Cinque Stelle: “Non volevano nessuno e poi si sono alleati con il simbolo della casta, cioè il Pd”. Ad accogliere Salvini le sardine che hanno manifestato contro la sua presenza in città, la kermesse si è poi conclusa al Teatro Massimo.
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