Dalla rapina al furto di energia elettrica. Quattro arresti nel Belìce
Evasione dagli arresti domiciliari, rapina, furto di energia elettrica, false generalità.
Sono i reati di cui sono accusate le quattro persone arrestate nei giorni scorsi dai Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano. Arresti che si inseriscono in un'attività di controllo e di prevenzione dei reati. A finire in carcere perchè ha violato la misura degli arresti domiciliari è Mahamadou Djaby, maliano residente a Santa Ninfa, con precedenti per stalking. A Castelvetrano i Carabinieri hanno arrestato e trasferito al carcere “Pagliarelli” di Palermo Tatiana Catalanotto, che deve scontare 5 anni e mezzo di reclusione per rapina in concorso, furto con strappo, ricettazione, evasione e altro. Altra donna arrestata, per furto di energia elettrica, è Angela Calandrino, di Gibellina. Francesco Catania, di Siculiana, è stato fermato a Poggioreale, doveva trovarsi ai domiciliari, e ha fornito false generalità. Questi i dettagli nella nota dei Carabinieri.
Nell’ultimo periodo, i militari della Compagnia Carabinieri di Castelvetrano hanno applicato alcune misure restrittive della libertà personale per reati di varia natura, in conclusione di altrettante attività di indagine ed effettuato arresti in flagranza di reato.
Più nello specifico, il 14 febbraio a Castelvetrano, i militari del dipendente Nucleo Operativo e Radiomobile – guidati dal Capitano Antonino Maggio – eseguivano, notificandola all’interessato, un’ordinanza che disponeva la misura degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Marsala - Ufficio G.I.P., a carico di DJABY Mahamadou, nato in Mali nel 1998 e residente a Santa Ninfa, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, resosi responsabile del reato di atti persecutori (stalking). L’arrestato, dopo le formalità di rito veniva messo a disposizione dell’A.G. mandante. Nonostante la misura cautelare applicatagli, il giovane si rendeva responsabile di evasione dagli arresti domiciliari per ben due volte (nei successivi giorni 15 e 16), e nella circostanza veniva nuovamente tratto in arresto; da ultimo, il 17 febbraio gli veniva applicata la misura della custodia cautelare in carcere – come aggravamento del precedente provvedimento, disatteso –, sempre giusta ordinanza emessa dalla Sezione G.I.P. del Tribunale di Marsala. Il DJABY veniva dunque condotto presso il carcere “Pietro Cerulli” di Trapani, ove risulta ancora ristretto.
Il 15 febbraio in Castelvetrano, i militari della dipendente Stazione – sotto il comando del Luogotenente Gaspare Maurizio – traevano in arresto CATALANOTTO Tatiana, 22enne castelvetranese, casalinga e già nota agli uffici giudiziari. Alla predetta veniva notificato un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, dovendo espiare la pena detentiva di 5 anni e mezzo di reclusione per rapina in concorso, furto con strappo, ricettazione, evasione e altro. L’arrestata, terminate le formalità di rito, veniva associata presso la Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo.
Nella mattinata del 19 febbraio a Gibellina, i militari della Stazione – agli ordini del Luogotenente Salvatore Monteleone – traevano in arresto CALANDRINO Angela, gibellinese 42enne, disoccupata e nota alle forze dell’ordine. La predetta, a seguito di controllo – effettuato unitamente a personale “Enel Distribuzione S.P.A.” – risultava usufruire arbitrariamente di energia elettrica presso la propria abitazione, prelevata tramite cavi portanti dalla rete elettrica pubblica, e dopo le formalità di rito veniva messa prima a disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca e, successivamente, rimessa in libertà.
Nella nottata di domenica 23 febbraio in Poggioreale, infine, i militari del N.O.R.M. traevano in arresto CATANIA Francesco, giovane 36enne di Siculiana, disoccupato e gravato da precedenti di polizia. Sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari – giusto provvedimento emesso in data 07.03.2019 dal Tribunale di Caltanissetta – il CATANIA veniva sorpreso a piedi su quella S.S. 624, e all’atto del controllo forniva false generalità. A conclusione delle necessarie incombenze burocratiche, veniva sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari.
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