Il balletto della politica. Cerno non aderisce più a Italia Viva
Come una margherita di campo, sfoglia i petali: “aderisco, non aderisco”.
Il teatro della politica nelle ultime settimane ci ha abituato a tutto, sondaggi che vengono raccontati alla meno peggio e numeri interpretati come meglio conviene, come se fossero opinioni.
Una crisi di governo annunciata che poi è stata bloccata, per molti si è trattata della salvezza di Matteo Renzi, dalla diffusione del Coronavirus.
Tutto paralizzato, non si parla di altro, una classe politica, specie quella di governo, che si è dimostrata incapace a fronteggiare non una vera e propria emergenza. Possiamo dirlo senza timori, lo scoglio duro del Paese non è formato da questa classe politica, inadeguata, ma da chi sta ogni giorno al front office, dai medici a tutto il personale che orbita nel mondo della sanità e delle scienza, oltre a chi questa Nazione la fa andare avanti producendo ricchezza e non chiacchiere.
Tornando alla margherita da campo, chi l’ha sfogliata per qualche settimana è stato l’ex senatore del Pd Tommaso Cerno, grandi applausi, gaudenti e sornioni sorrisi per chi credeva che Italia Viva avesse incassato la vittoria contro il Premier Conte che duellava con Renzi sul filo del: vi toglierò i numeri al senato.
Cerno si è messo lì, sorrisi diretti alla camera, al flash dei fotografi, interviste e brindisi. Forse il prosecco non era di qualità. Anzi, certamente non lo era.
Ieri ci ha ripensato, saranno mica finiti i petali della margherita? O erano crisantemi? Niente da fare, questo passaggio non s’ha da fare.
Preferisce andare al gruppo misto, senza avere padroni.
Questa frase è troppo abusata, qualcuno prima o poi chiederà conto e soddisfazione su cosa si voglia dire. Chi ha padroni? E chi sono? Forza, snoccioliamoli i concetti se si è capaci, altrimenti tacere rimane sempre di grande eleganza.
E marcia indietro sia. Gli italiani guardano a questa danza tribale che non fa venire giù nemmeno la pioggia.
La politica ha perso credibilità, non ha basi solide su cui costruire la visione del futuro, il dramma è la confusione e la demagogia.
Talvolta create ad hoc per distogliere l’attenzione dai numeri, dalle percentuali.
E allora diamole noi.
Perde qualche punto la Lega che arriva al 30,3% perde lo 0,6%, cresce Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che si attesta al 12.2%, Forza Italia è al 6%.
Il Pd è al 20,7%, il Movimento 5 Stelle al 14,2%, Italia Viva al 4,2%, La Sinistra al 2,9,%, Azione il partito di Calenda al 2,2%, i Verdi sono a 1,9% e +Europa all’1,8%.
Se si andasse ad elezioni come chiede il centrodestra la coalizione otterrebbe il 49,4% dei consensi.
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