Saline del Trapanese in sofferenza, Safina (PD) annuncia una norma a difesa del comparto
Le mareggiate mettono in ginocchio le saline tra Trapani e Marsala. E dalla Regione arriva una proposta per tutelare il comparto. Il deputato regionale del Partito Democratico, Dario Safina, annuncia una norma che punta a riconoscere la produzione del sale marino per evaporazione naturale come attività equiparabile all’agricoltura in caso di calamità.
“Difendere le saline significa difendere l’ambiente, il lavoro e un modello produttivo costruito in armonia con la natura”, afferma Safina presentando l’iniziativa che sarà inserita nel Disegno di legge stralcio per le attività produttive.
Cosa prevede la proposta
La norma introduce un principio nuovo per il sistema produttivo siciliano: equiparare la produzione del sale marino agli interventi compensativi previsti per l’agricoltura in caso di eventi atmosferici eccezionali.
“Non si tratta di un impegno immediato di spesa – chiarisce il deputato trapanese – ma della creazione di un presidio normativo che consenta alla Regione di intervenire concretamente qualora il danno si manifesti in modo definitivo”.
In sostanza, si prepara uno strumento giuridico che permetta alla Regione Siciliana di attivare aiuti se l’emergenza dovesse trasformarsi in crisi strutturale per il comparto.
Mareggiate e impianti allagati
Il sistema delle saline lungo la costa tra Trapani e Marsala è sotto pressione da settimane. Le eccezionali condizioni meteomarine che stanno interessando la Sicilia occidentale hanno provocato mareggiate intense e un innalzamento del livello del mare con picchi fino a un metro e mezzo.
L’acqua ha invaso gli impianti, compromettendo le salamoie e danneggiando argini, canali e sistemi di regolazione. Strutture delicate, che funzionano grazie a un equilibrio millimetrico tra sole, vento e mare.
“È un fenomeno mai osservato prima con questa intensità e durata – sottolinea Safina – e oggi non possiamo sapere se nei prossimi mesi la natura riuscirà a riequilibrarsi”.
Il rischio è legato soprattutto alla prossima stagione produttiva. “Con un clima più secco in primavera il danno potrebbe essere in parte assorbito. Ma se ciò non avvenisse, il rischio sarebbe altissimo per l’intero comparto”.
Un settore chiave per l’economia locale
Le saline rappresentano una filiera primaria per il territorio trapanese. La produzione media annua oscilla tra le 130 e le 150 mila tonnellate di sale, con un fatturato superiore ai 25 milioni di euro e centinaia di posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto.
Un sistema che non è solo economico, ma anche ambientale e paesaggistico, cuore di un’area che negli anni ha intrecciato produzione, turismo e tutela naturalistica.
“La produzione di sale marino si fonda esclusivamente su processi naturali, sull’azione del sole e del vento, ed è interamente condizionata dai fattori climatici, esattamente come l’agricoltura. È quindi giusto e necessario riconoscerle lo stesso livello di tutela”, spiega il parlamentare del Pd.
La proposta distingue nettamente questa attività dall’estrazione del salgemma da miniera, che resta classificata come attività estrattivo-industriale.
“Parliamo di un equilibrio delicatissimo tra uomo e ambiente, di un habitat ormai naturalizzato che va protetto insieme alle imprese e ai lavoratori che lo custodiscono ogni giorno”, conclude Safina.
L’emergenza è in corso. La partita, adesso, si gioca anche sul piano normativo.
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