23/03/2020 07:00:00

Il discorso di Conte e la politica da "Grande Fratello"

 Di Rossana Titone - Il Premier Giuseppe Conte è un ottimo interprete di telenovele argentine.
L’emergenza da Coronavirus ha scoperchiato il vaso della inadeguata comunicazione istituzionale del Premier, soprattutto di una politica fatta come un Grande Fratello.


Sabato sera, ad un quarto alla mezzanotte, si è collegato in diretta Facebook, mezzo sempre più usato da tutti i politici, per parlare al Paese.
Ecco, parlare al Paese impone un certo rispetto della forma e del protocollo, nonostante il periodo, nonostante l’emergenza. Perché è necessario, ora più di prima, indicare una strada ferma e rassicurante per tutti gli italiani.
Invece si è scelto di apparire in diretta social, con più di mezz’ora di ritardo (tanto eravamo tutti a casa, no?), inchiodati al pc o alla tv per sentire quali altri catastrofi stessero accadendo.


Invece, nel silenzio di una notte spettrale e con il cuore piccolo piccolo, lui, Conte si prende la briga di dire che i provvedimenti che ha annunciato entreranno in vigore a partire da oggi, lunedì.
Possiamo dirlo che non è serio? Lo abbiamo detto.
Non è serio alimentare la paura tra i cittadini, tensioni, ansie e stress.


Un Premier che non avrebbe avuto questa cabina di regia, alla Casalino, avrebbe prima scritto e diramato alla stampa il provvedimento e poi avrebbe parlato urbi et orbi, soprattutto avrebbe consentito ai giornalisti di fare domande.
La rappresentazione data sabato notte è stata ai limiti della decenza, gli italiani preoccupati temono il peggio, oltre all’emergenza sanitaria il tracollo economico.
Peggio ancora, se passata la pandemia, gli italiani continuassero ad avere fiducia nella Casalino & company.
Dal grande fratello all’era glaciale può essere un attimo.