Coronavirus, paura anche a Campobello di Mazara. Positivo medico che vive in città
Il caso del medico dell'ospedale di Castelvetrano trovato positivo al coronavirus crea ansia non solo nel nosocomio di Castelvetrano, che rischia di essere un centro di contagio per tutto il Belice, ma anche a Campobello di Mazara, dove il medico vive.
Questo il messaggio del Sindaco Castiglione:
«Cari concittadini,
sono costretto a comunicarvi una notizia che mai avrei voluto darvi: da oggi abbiamo consapevolezza del fatto che la pandemia da Coronavirus è presente anche a Campobello. Sono stato infatti informato della presenza di un caso che riguarda un medico che vive anche nel nostro Comune, che presta servizio presso l’Ospedale Vittorio Emanuele di Castelvetrano e che, purtroppo, è stato contagiato durante lo svolgimento della propria professione.
Il medico adesso si trova ricoverato presso l’Ospedale Cervello di Palermo e le sue condizioni al momento non sono gravi.
Tutte le persone che sono state in contatto con il medico nelle ultime settimane sono state opportunamente informate dallo stesso ed anche l’Asp sta svolgendo tutte le verifiche epidemiologiche del caso, adottando le consequenziali misure di sicurezza.
Nell’esprimere la mia forte vicinanza a questo nostro concittadino, mi preme anche ringraziare a nome di tutta la città di Campobello tutti i medici, gli infermieri, i farmacisti, gli operatori sanitari e parasanitari campobellesi che, in ogni parte d’Italia, stanno combattendo in prima linea questa drammatica battaglia che non ha precedenti e che sta colpendo drammaticamente la nostra nazione. Rivolgo un abbraccio virtuale anche a tutti i campobellesi che per motivi di lavoro o di studio si trovano al Nord, nelle zone più colpite dalla pandemia, e che stanno vivendo momenti di grande sconforto anche a causa della lontananza dalla famiglia. Il continuo aumento del numero dei contagi e dei decessi che stiamo registrando in tutta Italia e che in questi giorni sta crescendo anche in provincia di Trapani non può che destare in ognuno di noi un forte senso di sgomento e di paura. Dobbiamo tuttavia avere coraggio, perché non siamo impotenti. Ognuno di noi può fare la propria parte, contribuendo a rallentare il contagio: restando a casa e rispettando scrupolosamente tutte le misure di igiene e di distanziamento sociale di cui tutti ormai siamo a conoscenza».
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