02/04/2020 06:00:00

Strage di Pizzolungo, oggi il trentacinquesimo anniversario. Il ricordo è sui social

 La mattina del 2 aprile 1985 a Pizzolungo una bomba uccideva la signora Barbara Asta di 30 anni e i suoi due gemellini di sei anni Giuseppe e Salvatore, che, come tutte le mattine stavano percorrendo in macchina il tragitto per raggiungere la loro scuola. 

L’obiettivo dell’autobomba parcheggiata lungo la strada costiera che porta verso Trapani era il giudice Carlo Palermo arrivato da qualche mese in Sicilia. Stava indagando sul traffico di stupefacenti e la criminalità organizzata. Proseguiva quelle che erano state le indagini di Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso a Trapani due anni prima, e con il quale si erano incontrati a Trento, per scambiarsi alcune informazioni, appena tre settimane prima del suo omicidio.

Il sorpasso dell’Alfa Romeo sulla quale viaggiava Palermo sulla Volkswagen Scirocco della signora Asta gli salvò la vita, perché proprio in quel momento ci fu la deflagrazione che disintegrò la vettura della famiglia Asta.

Dell’auto e tantomeno dei corpi non rimase quasi nulla, se non qualche traccia di sangue su un muro, dei piccoli brandelli e una scarpa di uno dei due bambini, talmente poco che lo stesso marito di Barbara, Nunzio, tra i primi soccorritori del giudice rimasto ferito, non si accorse di nulla di quando accaduto ai suoi cari e solo qualche ora dopo venne informato dalla polizia. Nunzio morirà qualche anno dopo di crepacuore, lasciando da sola la figlia Margherita - all’epoca della strage undicenne -, che si salvò soltanto perché quella mattina andò a scuola accompagnata da una vicina di casa.

Per la strage di Pizzolungo sono stati condannati all’Ergastolo, Totò Riina, Balduccio Di Maggio, Vincenzo Virga e Nino Madonia. L’esplosivo utilizzato per fare saltare in aria Barbara Rizzo e i suoi bambini, era dello stesso tipo utilizzato per la strage del Rapido 904 che pochi mesi prima, il 23 dicembre del 1984, fece 17 vittime.

Le accuse a Galatolo e il Processo Quater - Dallo scorso anno a Caltanissetta ha preso il via il processo Quater per la strage di Pizzolungo. Non sono bastati tre processi, infatti, a fare piena luce sulla strage. Nuovo imputato è il boss mafioso palermitano del rione Acquasanta, Vincenzo Galatolo. Ad accusarlo è la figlia “ribelle” Giovanna Galatolo e il pentito Francesco Onorato.

L’iniziative di commemorazione sui social - Come ogni anno anche per il trentacinquesimo anniversario della strage, l'associazione Libera assieme al Comune di Erice avevano allestito un calendario di eventi da qualche anno inseriti nell'ambito del "Non ti scordar di me". Purtroppo l’emergenza Coronavirus non permetterà lo svolgersi degli eventi culturali e di commemorazione che sono stati rinviati ad ottobre ma su Facebook e Instagram, è partita una campagna social in ricordo delle vittime.  Tutti  sono invitati a partecipare – scrivono gli organizzatori - con una foto, un pensiero, un disegno, per ricordare le tre vittime innocenti della Strage di Pizzolungo. Oggi con i social però possiamo continuare a far memoria e a costruire nuovo impegno. Su Facebook è attiva la pagina "Non ti scordar di me 2 Aprile 1985/2 Aprile 2020". Su Instagram "Non ti scordar di me". Lì verranno pubblicati tutti i contributi in ricordo della signora Asta e dei suoi due gemellini.

 



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