17/04/2020 06:00:00

"Marina di Marsala", la storia del porto turistico che doveva cambiare la città /2

 Continuiamo sulle pagine di Tp24.it alcune delle tappe fondamentali che hanno contraddistinto in questi anni l’iter seguito dalla Myr, la società marsalese che ha avuto revocata la concessione dell’area per la realizzazione del Marina di Marsala.

Qui potete leggere la prima parte, con i motivi che hanno portato alla revoca da parte della Regione. Come dicevamo ieri, la storia del Marina di Marsala si imbatte e si scontra con il sindaco di allora Giulia Adamo che ritiene che la “cementificazione” del porto, la legge Burlando e tutto l’iter avviato dalla My con Carini, sono da buttare via. L’Iter di fatto si ferma per un anno e mezzo. A quel punto Massimo Ombra e la sua società passano al contrattacco e chiedono i danni al Comune di Marsala.

In particolare la società ha chiesto un maxi risarcimento danni da 8 milioni di euro per il mancato accesso ai fondi di finanziamento Po-Fesr 2007/2013 e 2001 euro al giorno per il ritardo nella conclusione del procedimento di rilascio delle concessioni demaniali. Risarcimento danni che è stato chiesto principalmente al Comune di Marsala, ma non solo. Il ricorso infatti è rivolto a tutti gli enti che avrebbero dovuto garantire la celerità del procedimento: i dipartimenti regionali di Urbanistica ed Infrastrutture, il Genio Civile Opere Marittime, il Genio Civile di Trapani e la Soprintendenza di Trapani.

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Adamo punta sul progetto “pubblico”, ma a quel punto si innesca la vicenda giudiziaria relativa alla progettazione della messa in sicurezza del porto di Marsala, ed in particolare sugli studi sulla posidonia, che si sono rivelati taroccati. Il progettista Viviano viene indagato. Sì c’è una denuncia della Myr, ma è stato lo stesso Assessorato alle Infrastrutture della Regione Siciliana a sollecitare la Procura di Trapani ad indagare.”                                                                                                                                                                                               

Per l’allora sindaco Adamo, il privato, invece, cerca di bloccare il progetto pubblico.La Myr vuole impedire che si faccia il porto pubblico, dice". Il Sindaco ha anche annunciato un'iniziativa del Comune di Marsala contro la "denuncia strumentale" della Myr, "che vuole declassare il porto di Marsala ad approdo turistico e impadronirsene per 60 anni". Qui il video della frazione di conferenza stampa dove l'allora Sindaco Adamo parla del porto e in particolare della Myr:

Tra continui botta e risposta nell’ottobre 2013 il Comune di Marsala dà alla fine via libera al progetto del porto presentato dalla Myr. Lo comunica lo stesso Sindaco, Giulia Adamo, che, in una dichiarazione diramata dall'ufficio stampa, rende noto che "la Myr si è adeguata alle prescrizioni del Comune". In realtà è il primo cittadino che ha dovuto prendere atto che il suo comportamento stava procurando un danno senza pari non solo alla ditta, ma allo stesso Comune di Marsala, sul quale pende una richiesta di risarcimento danni per otto milioni di euro
Si è perso, di fatto, un anno di tempo, nel tentativo, del Sindaco di Marsala, Giulia Adamo, di ostacolare il progetto. Le modifiche al progetto della Myr riguardano la diminuzione dei volumi di costruzione pari al 35% (oltre 30 mila metri cubi di cemento). Myr si è impegnata, con il suo progetto, a procedere all’escavazione dei fondali del bacino portuale, in alcuni punti strategici, non più per la profondità di cinque metri, ma per sette, così come previsto dalle prescrizioni e tale da consentire l’ingresso e l’ormeggio in porto di navi di consistenti dimensioni.

Il 10 ottobre 2013 è stato raggiunto un significativo passo avanti nell’iter di approvazione e realizzazione del porto turistico Marina di Marsala, in quanto il progetto definitivo della MYR ha finalmente ricevuto tutti i pareri di merito da parte degli enti partecipanti alla Conferenza di Servizi, dai quali non è emerso alcun vincolo ostativo alla realizzazione delle opere.

Un anno dopo, il 14 ottobre del 2014, altra giornata importante per il porto di Marsala. La conferenza di servizio ha infatti dato l'ok definitivo al progetto della Myr per la realizzazione della Marina di Marsala. La società avrà in concessione l'area per 60 anni (più altri 10 rinnovabili) e realizzerà le infrastrutture necessarie, per un costo di circa 50 milioni di euro. Adesso, pertanto, si potrà andare alla firma dell'accordo di programma, chiudendo un iter che era stato voluto dall'ex Sindaco di Renzo Carini (e che l'aveva portato quasi a termine, se non fosse intervenuta la scadenza del suo mandato).

Il 17 ottobre del 2014, con l'approvazione del progetto definitivo della società Myr per la realizzazione del porto di Marsala, la società comunica per la prima volta i primi dettagli dell'opera: "1000 posti barca per yacht fino a 75 metri, operatività prevista dal 2017.  Con una ricettività di oltre 1000 posti barca per Yacht fino a 75m ed un’ampia offerta di servizi turistici, il progetto definitivo del Marina di Marsala, che sarà realizzato e gestito dalla Società MYR, ha ottenuto lo scorso 10 aprile 2014 parere positivo unanime da parte degli enti partecipanti alla Conferenza di Servizi presieduta dal Sindaco del Comune di Marsala, Giulia Adamo. ll traguardo raggiunto rappresenta un punto di non ritorno, in quanto sono state superate tutte le condizioni pregiudiziali esistenti alla realizzazione delle opere, e costituisce un passo fondamentale per l’ottenimento, da parte della MYR, della relativa concessione demaniale per un periodo complessivo di 70 anni (60+10)".

Iniziano gli annunci delle date di inizio e fine lavori da parte della Myr. Per la prima volta, si è detto che nel 2015 dovevano cominciare per completarsi nel 2017.  Successivamente si cambia ancora: “Possiamo iniziare nel 2016. Ci vogliono 24 mesi per il completamento dei lavori. Per l'estate 2018 necessariamente ci sarà il Marina".

Una delle date più importanti nella vicenda Myr è sicuramente quella della firma dell’accordo di Programma tra Ombra, il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo e l’allora presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.È una giornata storica per la città. Grazie a questo progetto, nuovi investimenti, più lavoro e positive ricadute per l’indotto che ruota attorno alla realizzazione del Marina. Pubblico e privato assieme possono fare grandi cose se, entrambi, vanno nella direzione dello sviluppo. L’Amministrazione ha solo il compito di agevolare l’iniziativa privata in maniera trasparente, creare opportunità di lavoro, impedire che i nostri giovani vadano via perché costretti e non per loro legittima scelta", le parole del Sindaco Di Girolamo.

Dal 2 settembre 2016 il Piano regolatore del porto di Marsala è in vigore. La Regione Siciliana ha infatti pubblicato il decreto di approvazione di accordo di programma sul Piano regolatore del porto firmato dal presidente Rosario Crocetta. Il decreto in sostanza rende operativo il piano regolatore portuale che è lo strumento base per il nuovo porto di Marsala, ossia il progetto della Myr. Il Piano regolatore del porto infatti modifica l’intera zona portuale invertendo le funzioni, come definito nel progetto della Myr.

Il piano, infatti, inverte la zona commerciale e quella turistica. Dove adesso ci sono i pescherecci, per intenderci, ci sarà il porto turistico, dove adesso c’è il porticciolo ci saranno tutte le strutture e l’approdo per le attività commerciali. L’entrata in vigore del Piano regolatore del porto è l’ultimo passaggio burocratico di un iter lunghissimo. Ma rappresenta soprattutto il primo strumento urbanistico che la città di Marsala ha dopo tanti anni.

Continua...

 

 



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