12/05/2020 09:28:00

Utilizzava i permessi da consigliere per assentarsi da lavoro. Confermato il licenziamento di Marrone 

 E’ stata pubblicata la sentenza con cui la Corte d’appello di Palermo (presidente Michele De Maria) ha confermato, in via definitiva, la decisione del Tribunale di Marsala relativa al licenziamento, da parte della Casa di cura Morana, di Alfonso Marrone, noto per la sua attività politica (consigliere comunale capogruppo di “Una Voce per Marsala”), che nella struttura sanitaria privata di contrada Dara svolgeva mansioni di infermiere caposala.

Era stato assunto nel 1990. Il Tribunale marsalese, in funzione di giudice del lavoro, il 3 luglio dello scorso anno rigettò l’opposizione al licenziamento. Licenziamento che, però, è stato confermato anche dalla Corte d’appello, che ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento, in favore della Casa di cura, delle spese di questo secondo grado di giudizio, liquidati dai giudici in 6 mila euro.

Legali della Casa di cura sono gli avvocati Vito Salvatore Buffa e Salvatore Galluffo, mentre a difendere Marrone sono stati Guglielmo Ivan Gerardi, anche lui consigliere comunale (Sicilia Futura), e Massimiliano Marinelli. Nel 2017, Marrone avrebbe più volte disertato, facendo altro, le riunioni delle commissioni consiliari per le quali aveva chiesto permessi specifici al datore di lavoro, che per questo, nel novembre 2017, l’ha licenziato. Provvedimento che nell’ottobre 2018 è stato ritenuto “legittimo”, e quindi confermato, dal giudice del lavoro del Tribunale di Marsala, che nella sua ordinanza parla di “abuso del diritto”, “condotta contraria alla buona fede” e “disvalore non solo contrattuale, ma anche sociale”. Il magistrato scrive che risultano effettivamente fondate le contestazioni “quantomeno in relazione alle giornate del 26, 27 e 28 giugno, 26 luglio 2017”.

Per Marrone, per gli stessi fatti,  è pendente anche un processo penale davanti al Tribunale di Marsala per truffa e falso.