Sicilia, la partita infinita del rimpasto. Nel frattempo ecco le nomine di sottogoverno
Settimana di incontri per la politica regionale, da troppo tempo si parla di rimpasto di giunta.
Nello Musumeci, presidente della Regione, dovrebbe nominare l’assessore ai Beni Culturali, quella delega è da oltre un anno esercitata dallo stesso governatore, il compianto Sebastiano Tusa ha lasciato un tavolo pieno di progetti e di iniziative.
Gianfranco Miccichè, commissario siciliano di Forza Italia, ha indicato la via del dialogo ma anche l’azzeramento della giunta e una ripartenza. Non sarà facile, lo ha più volte sottolineato, ci vorrà tempo e ci si muoverà su binari diversi. Gaetano Armao è stato blindato direttamente da Silvio Berlusconi, la figura dell’assessore al Bilancio non si tocca, Musumeci d'altronde non l’ha mai messa in discussione.
Anche il nome di Edy Bandiera, assessore all’Agricoltura, è blindato. Ha fatto bene in questi anni di assessorato e pare non ci sia alcuna intenzione del presidente di rimuoverlo per fare spazio ad altri nomi indicati da Miccichè.
La Finanziaria è stata approvata, la Lega potrebbe entrare in giunta ma non mancano le polemiche e le difficoltà.
Nessun azzeramento, al momento Musumeci non è orientato a far ricoprire l’assessorato dell’Agricoltura ai leghisti ma sul piatto pare ci sia proprio quello dei Beni Culturali.
Sul rimpasto si è espressa la capogruppo dell’UDC, Eleonora Lo Curto: “Se rimpasto dovesse esserci, sbaglia chi pensa alla logica dei numeri e dei rapporti di forza. L’Udc è stato il primo partito che ha indicato Musumeci alla presidenza della Regione ed è saldamente ancorato al progetto riformista che il governo regionale sta portando avanti grazie anche all’impegno ed all’efficacia dei nostri assessori Turano e Pierobon”.
Al momento gli unici nomi certi sono quelli dei sottogoverni: Carlo Caputo alla guida del parco dell'Etna, Giuseppe Arena al parco dell'Alcantara, al parco delle Madonie c’è Angelo Merlino, Domenico Barbuzza al parco dei Nebrodi.
Per gli Iacp ci sono Girolamo Carpentieri per Ragusa, Angelo Sicali per Catania, Carlo Mazzù a Messina, Mauro Scaccianoce per Acireale, Maria Elisa Mancarella a Siracusa, Francesco Vitale a Enna, Michelangelo Agrò a Caltanissetta.
Si attendono le nomine di Palermo, Agrigento e Trapani.
Non ha apprezzato le nomine il PD, Peppino Lupo, capogruppo dem ha evidenziato l’inopportunità delle nomine in piena emergenza sia sanitaria che economica: “Evidentemente la priorità del governo regionale non è difendere il lavoro dei siciliani o superare gli inaccettabili ritardi nell’erogazione della cassa integrazione, ma sfornare poltrone di sottogoverno”.
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