29/05/2020 06:00:00

Mazara, Quinci: “Movida e spiagge, ecco come vogliamo muoverci”

Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo, dopo settimane senza nuovi casi il Coronavirus si è ripresentato in provincia di Trapani e nella sua città c'è una nuova persona positiva al Covid-19. E' preoccupato?

Questo ci dice che il virus non è controllabile. E lo sarà ancora meno quando si aprirà la mobilità interregionale. A Mazara ci attendiamo che la popolazione, nella stagione estiva, passi da 50 mila a 70 mila persone. Tra questi 20 mila è impossibile che non ci sia qualcuno positivo, magari asintomantico. L'unico modo è quello di continuare ad osservare le precauzioni sanitarie messe in campo fino a questo momento.

Uno dei problemi da affrontare è la movida. Anche le spiagge saranno difficili da controllare, Tonnarella domenica era molto affollata.

Sì, c'erano troppe persone. Tra l'altro la stagione estiva riapre il 5 giugno, secondo l'ordinanza di Musumeci. Noi per quella data faremo trovare la spiaggia pulita e disinfestata. Troppi ragazzi e troppa gente in giro. Abbiamo guardato con grande sgomento le immagini di questo primo fine settimana praticamente estivo. Ma adesso non staremo a guardare, prenderemo delle misure, già da questo fine settimana con rigidi controlli. In collaborazione con i gestori di pub, bar e ristoranti, organizzeremo la movida di questo weekend e lo stesso faremo per la spiaggia di Tonnarella. Il nostro comando della Polizia Municipale ha partecipato a una videoconferenza sul tema movida con il questore di Trapani.

Sono situazioni davvero difficili da gestire.

Per le spiagge non c'è una soluzione al vero problema. Lo dico in maniera semplice. Una domenica di agosto qualunque di pomeriggio a Tonnarella si riversano 30 mila persone, quest'estate ce ne potranno andare 7-8 mila. Le altre? Non ci potranno andare, e cosa faranno? Non c'è soluzione a questo. Noi metteremo in campo le disposizioni per mantenere la distanza. Qualche sindaco parla di turnazione per l'accesso. Stiamo provando a recuperare altri spazi che possono essere fruibili per i cittadini. Come la riserva di Capo Feto, un sito bellissimo che deve però essere tutelato ma con una fruizione responsabile e ordinata.

Ci sono due scuole di pensiero. Ci sono i sindaci che vogliono chiudere tutto, per tutelare la salute ma col rischio di generare insofferenza, e quelli che vogliono aprire tutto, sempre per tutelare la salute consentendo più spazi e distanziamento.

E' l'approccio che deve cambiare di fronte alla crisi. E' sbagliato l'approccio di chi la subisce e basta. La crisi deve fornire nuove opportunità, devi ingegnarti per sviluppare nuovi modelli per affrontare le sfide che verranno. Questa di Capo Feto può essere un'idea, ma tante altre ce ne possono essere. Noi abbiamo, ad esempio, una bellissima costa rocciosa che è poco fruita e allora l'idea sarebbe di progettare delle passerelle per consentirne la fruizione, pienamente ecosostenibili. La questione vera è che ci dobbiamo adeguare a un nuovo modello di vita per i prossimi mesi. I veri effetti economici e sociali di questa crisi sono quelli che verranno tra qualche mese, quando i posti di lavoro meno preservati saranno ridotti, quando avremo la crisi sociale che morderà i cittadini più deboli.