25/06/2020 06:00:00

Ermes 3, Nella Furnari la protetta dei boss Vito Gondola e Nino Marotta

 Tra le persone al centro dell’indagine “Ermes 3” della Squadra Mobile di Trapani e guidata dalla Procura distrettuale antimafia, che la settimana scorso ha portato al fermo di Marco Manzo e Giuseppe Calcagno, c’è Leonarda Furnari, detta Nella.

Nei giorni scorsi su Tp24 abbiamo visto come la Furnari, 36enne, imprenditrice agricola e allevatrice di bestiame, fosse riuscita a lavorare per conto del Comune come ditta che si occupava della manutenzione del verde pubblico (potete leggere qui).

Oggi invece approfondiremo quelli che erano i rapporti della Furnari, con diversi esponenti di Cosa nostra, in particolare Vito Gondola, capo mandamento di Mazara del Vallo e l’anziano boss Nino Marotta, entrambi oggi deceduti. Nella Furnari è figlia di Saverio Furnari, boss che è morto suicida nel carcere di Porto Azzurro nel 1997 e ritenuto braccio destro dello stesso Marotta. Imputato di diversi omicidi il padre della Furnari era socio della “famosa” Cooperativa L’Agricola Mediterranea, della quale erano soci Francesco Messina Denaro, Nino Marotta, Filippo Guttadauro, l’ex sindaco di Castelvetrano Antonio Vaccarino. In un’altra società Enologica Castelseggio, il padre della Furnari era stato socio di Marotta, Francesco Messina Denaro, l’avvocato Vito Guarrasi, il nipote di Marotta, Paolo Marotta e Giuseppe Garamella.

Nella Furnari, figlioccia di Vito Gondola, grazie all’interessamento dello stesso e di Marotta sarebbe stata favorita nell’acquisto di diversi fondi agricoli anche a discapito di altri soggetti. Sono diversi gli incontri tra la Furnari con Gondola e Marotta. In particolare le indagini hanno permesso di evidenziare le pretese di Nella Furnari su alcuni terreni che stava per comprare l’imprenditore agricolo di Marsala Giancarlo Angileri, ed ancora i dissidi tra la donna e i soci della cooperativa “Due Mondi” e i contrasti sorti sempre per avere il controllo di alcuni terreni da adibire a pascolo o ad attività agricole con due indagati dell’operazione Ermes 3, Antonino Italiano e Domenico Zerilli. “Inoltre la figura della Furnari – scrive il pm – era rilevante anche sul versante delle attività riguardanti la trasmissione della corrispondenza del latitante Matteo Messina Denaro”.

Vediamo come fa la Furnari fa bloccare l’acquisto dei terreni ai quali era interessata. Sin da i primi mesi del 2011 Nella Furnari al fine di accaparrarsi due appezzamenti di terreno che stava per acquistare Giancarlo Angileri, fa in modo che quest’ultimo venga convocato dai capi mafia Antonino Marotta e Vito Gondola. Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato Antonino Stella e Melchiorre Vivona, è stato imposto all’Angileri di rinunciare all’acquisto di quei terreni, sui quali già aveva, tra l’altro, iniziato dei lavori, segno evidente che già aveva un accordo già preso con i proprietari. Angileri ha mollato e a dicembre del 2011 la  Furnari è riuscita ad acquistare quei lotti di terreno.

Altro tentativo di acquisto di immobile, cui Nella Furnari è giunta con il sostegno dei boss Vito Gondola, Michele Gucciardi Antonino Marotta, Melchiorre Vivona e Antonino Stella, è quello che riguarda un appezzamento di terreno in contrada Besi, che era nella disponibilità della Cooperativa “Due Mondi” di cui erano soci Antonino Conforto e Francesco Giuseppe Ancona. I boss avvicinarono i due soci per convincerli a lasciare il terreno alla Furnari, in cambio delle spese che avevano sostenuto, ma i due soci non essendoci nessun accordo hanno continuato a gestire il fondo e a quel punto, in quell’occasione, intervennero Antonino Lo Sciuto e Lorenzo Cimarosa che andò a parlare direttamente con il proprietario, Palazzolo Vincenzo, che affido il terreno alla Furnari e a Antonino Italiano.

Nella Furnari è stata sempre protetta dai due anziani boss di Mazara e Castelvetrano.Lei è picciuttedda, abbastanza corretta”, diceva Vito Gondola. E Nella Furnari era protetta anche dall’anziano boss Nino Marotta, arrestato con l’operazione Golem. Marotta era colui che aveva in mano la cabina di regia della trasmissione dei pizzini da e per Matteo Messina Denaro: “u zu Nino era incazzato perché vede stravuliata a Nella e ha dato un fermo a tutti a favore di Nella…ora sta vedendo la luce si sente rispettata dalle persone…u zu Nino partio drittu”.