Otto avvisi o forse più per turbativa, corruzione e altro al Comune di Mazara
Potrebbero esserci altri nomi, oltre a quelli già emersi nei giorni scorsi, in aggiunta agli otto indagati coinvolti nel blitz della Guardia di Finanza di Trapani. Il dubbio sorge leggendo il decreto di perquisizione (artt. 250 e seguenti c.p.) e, soprattutto, quanto aggiunto a penna a piè di lista nello stesso documento: “ + altri noti”.
Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Marsala, Giulia d’Alessandro, che ha inviato avvisi di garanzia e disposto perquisizioni domiciliari nei confronti di almeno otto persone, sussisterebbe “il fumus (la parvenza, la presunzione n. d. a.) della commissione dei seguenti reati: art. 353 bis - codice penale: Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente; art. 318 - Corruzione per l'esercizio della funzione; art. 319 - Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio).
‘DO UT DES’ – Pantaleo e Bentivegna, in particolare, avrebbero beneficiato in modo continuativo, e fino a poco tempo fa, “di regalie e prestazioni di servizi non remunerate, da parte di operatori economici a cui essi erano, e sono soliti, affidare commesse pubbliche con la procedura dell’affidamento diretto, in violazione del principio di rotazione”. In pratica io do una cosa a te – e sempre a te – e tu in cambio mi fai dei lavoretti gratis a casa quando ne ho bisogno.
La polizia giudiziaria nel corso delle indagini ha ricostruito che gli affidamenti decisi dai due dipendenti comunali sarebbero andati a beneficio di quattro imprenditori in particolare:Carmelo Benigno, Santino Seidita, Matteo Asaro e Matteo Terranova.
TUTTE LE COMMESSE AFFIDATE E I FAVORI RICEVUTI – Pantaleo, secondo l’accusa, ha affidato cinque commesse pubbliche a Benigno, nel periodo compreso tra ottobre e novembre 2019, grazie alle quali poco prima di natale, il 12 dicembre, ha ricevuto in cambio “prestazioni di servizio presso la propria abitazione”; tre affidamenti a gennaio 2020 ricompensati con ‘altri servizi’ al dipendente comunale di simile natura dei precedenti, il 22 febbraio ed il 17 aprile, quest’ultimo lavoro ricevuto in pieno ‘lockdown’. Sempre Pantaleo, infine, ha elargito tre affidamenti nel mese di aprile 2020, dai quali avrebbe ottenuto dei lavori, da far eseguire a Benigno, presso l’abitazione di un amico. Ma ‘le controprestazioni’ non finiscono qui. Ad ottobre 2019 Pantaleo riceve ancora “prestazioni di servizio presso la propria abitazione” ma, questa volta, da Santino Seidita al quale, infatti, non vengono fatte mancare altre due commesse pubbliche nello stesso mese. E dopo la prima casa, non vuoi che mi rifaccia anche la seconda casa di villeggiatura? Stessi protagonisti, stesso scenario. Arrivano così altri lavori gratis da Seidita, a gennaio e febbraio 2020, in cambio dell’affidamento di altre quattro commesse pubbliche da Pantaleo, incamerate tra novembre 2019 ed aprile 2020.
Bentivegna non sarebbe stato da meno e ha beneficiato, secondo l’accusa, di “lavori privati presso la propria abitazione” – da parte dell’imprenditore Matteo Asaro (‘impianti & C.’ s.n.c.) – in otto occasioni nei mesi di gennaio, febbraio e maggio. Quest’ultimo ha ricevuto nei mesi di marzo ed aprile 2020 tre commesse pubbliche da Bentivegna. “Terranova Costruzioni, infine, il 9 maggio scorso, ha effettuato lavori presso l’abitazione di Bentivegna. Il medesimo operatore economico risulta destinatario di plurime determine di liquidazione per verosimili lavori affidati in periodo antecedente”.
Mario D’Agati, infine, “ha suggerito – secondo la Procura di marsala – a Carmelo Benigno, in relazione alla commessa pubblica per manutenzione dell’impianto di spegnimento incendi con gas argon, di ribassare del 20% il preventivo, sì da prevalere su latri potenziali concorrenti”.
“LA RACCOMANDAZIONE” PER VIA LONGARONE – Nel contesto appena descritto si inserirebbe anche “una raccomandazione – scrive la Procura nel decreto di perquisizione – che sarebbe stata fatta da Irene Vassallo (segretaria particolare del sindaco, Salvatore Quinci, che, però non è tra gli indagati) a Giovanni Pantaleo, nell’ambito della gara per la realizzazione dei lavori pubblici ed in particolare la pavimentazione stradale della Via Longarone, la cui apertura delle buste doveva avvenire il 7 maggio scorso”.
“NON È DATO SAPERE” – “Non è emerso – si legge verso la fine del decreto di perquisizione che vale anche come avviso di garanzia – se i ‘lavori privati’ di cui hanno beneficiato Pantaleo e Bentivegna, per sé o altri, siano stati regolarmente pagati”. Tradotto in soldoni: ci sono una serie di atti e lavori sospetti, e per tale motivo si effettuano una serie di perquisizioni presso i domicili e le sedi di lavoro degli indagati ma, fino a prova contraria, sono tutti innocenti, ricordiamolo. “Neppure si ha evidenza – stabilisce l’accusa – di come si siano concluse alcune delle procedure di cui gli indagati hanno discusso tra loro (per esempio la procedura a cui risultava interessata Irene Vassallo)” a Pantaleo.
I NOMI DEGLI INDAGATI - Gli otto indagati sono i dipendenti comunali Giovanni Pantaleo, Filippo Bentivegna e Mario D’Agati; Irene Vassallo, segretaria particolare del sindaco Salvatore Quinci; gli imprenditori Carmelo Benigno, Santino Seidita, Matteo Asaro e Matteo Terranova.
Alessandro Accardo Palumbo
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