Mafia, processo "Annozero". Il rapporto tra le famiglie del Belice nel racconto degli investigatori
Il luogotenente dei carabinieri Luca Tofanicchio è stato il secondo investigatore (dopo il maggiore Diego Berlingieri) ascoltato nel processo “Accardo Giuseppe + 14” (operazione antimafia “Annozero”) in corso di svolgimento davanti il Tribunale di Marsala.
Il sottufficiale, ascoltato per circa quattro ore, rispondendo alle domande del pm Francesca Dessì, ha parlato di quanto emerso nel corso delle indagini sui rapporti tra le famiglie mafiose del Belicino.
E in particolare, tra quelle di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. Tofanicchio ha, inoltre, spiegato come da una intercettazione si capì che il presunto boss Giovanni Domenico Scimonelli era stato il mandante dell’omicidio di Salvatore Lombardo, ucciso con due fucilate, a Partanna, davanti il bar “Smart Cafè”, il 21 maggio 2009. L’ucciso, un pastore con precedenti penali, aveva 47 anni. Nel processo “Accardo + 14” sono imputati s15 dei 33 presunti mafiosi o fiancheggiatori di Cosa Nostra nel Belicino coinvolti nell’operazione antimafia “Annozero” (blitz del 19 aprile 2018). Pm è Francesca Dessì (Dda). Alla sbarra sono Gaspare Como, uno dei cognati del boss latitante Matteo Messina Denaro, al quale si contesta un ruolo di vertice, Gaspare Allegra, Vittorio Signorello, Giuseppe Tommaso Crispino, Calogero Giambalvo, Carlo Lanzetta, Nicola Scaminaci, e Carlo Cattaneo, operante del settore delle sale giochi e scommesse on line, tutti di Castelvetrano, Dario Messina, nuovo presunto “reggente” del mandamento di Mazara, Giovanni Mattarella, genero del defunto boss Vito Gondola, Bruno Giacalone, Marco Buffa, ritenuti appartenenti alla stessa famiglia mafiosa, Vito Bono, Giuseppe Accardo e Maria Letizia Asaro, di Campobello di Mazara. Alcuni imputati hanno partecipato all’udienza in videoconferenza dal carcere. Nell’inchiesta, è emerso l’interesse del clan anche nel settore delle scommesse on line, oltre ai reati di estorsione e danneggiamenti. Tra i difensori, gli avvocati Vito Cimiotta, Luisa Calamia, Walter Marino, Paola Polizzi, Giuseppe Pantaleo, Daniele Bernardone, Vincenzo Salvo, Roberto Tricoli, Maurizio Montalbano, Grazia Ammendolia e Luca Cianferoni. Parte civile sono i Comuni di Castelvetrano (avv. Francesco Vasile) e Campobello di Mazara (avv. Katia Ziletti), il castelvetranese Pasquale Calamia (avv. Marco Campagna), Sicindustria e Antiracket Trapani (avv. Giuseppe Novara), l’associazione “La Verità vive” di Marsala (avv. Peppe Gandolfo), l’Antiracket Alcamese (avv. Bambina), Codici Sicilia (avv. Giovanni Crimi), il Centro Pio La Torre.
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