19/07/2020 06:00:00

Libri che costruiscono città

di Giuseppe Prode

ll libro è una cosa, lo si può mettere su un tavolo e guardarlo soltanto. Ma se lo apri e leggi diventa un mondo.
LEONARDO SCIASCIA

Cose strane che possono accadere per tramite di un libro, lo dice il Maestro di Racalmuto, questo oggetto apre al mondo. Marsala in meno di un anno ha intrapreso un percorso che prevede un cambio di passo e modo di ragionare nell’ambito culturale (e non solo mi permetto di aggiungere), ovvero oggi è Città che Legge riconoscimento avuto di recente da parte del CEPELL-MIBACT (Centro per il libro e la lettura), ha costituito un Patto locale per la Lettura - sottoscritto da molte realtà pubbliche e private - e da martedì 21 entrerà nel vivo il Programma Nazionale Nati per Leggere. E’ una base da cui iniziare a ragionare, per i molti i tanti che nelle varie sensibilità operano e lavorano in questo ambito, e non è un punto di arrivo. Adesso si inizia ovvero capire se alle “buone azioni” farà seguito capacità progettuale per rispondere a futuri bandi, capacità di essere trama e ordito di questa Comunità e confrontarsi col territorio con le sue necessità e le sue fragilità.

Marsala ha questa peculiarità e ricchezza ovvero è una Città-territorio e in questi anni nella crescita disordinata delle periferie o nella crisi di settore di comparti vitali del tessuto economico alcune parti di società sono rimaste indietro: molto fa l’associazionismo, un lavoro impari lo fa la scuola e la cultura ha questo scenario come linea di orizzonte ovvero far passare il messaggio che la conoscenza è libera e garantita a tutti, nelle forme più diverse di partecipazione - che sia una mostra un libro uno spettacolo a teatro. Che si può e si deve fare coesione sociale e territoriale per abbattere le diseguaglianze che ci sono, e quanto scrivo non è forma, può e deve essere tradotto in sostanza. Abbiamo degli strumenti che se orchestrati bene diventeranno volano per tutti noi.

Un segno che qualcosa sta cambiando, partendo dagli scettici a queste forme di sviluppo sociale, è che in provincia di Trapani non siamo i soli ad aver ottenuto questo titolo: Partanna, Castelvetrano, Trapani e noi. E’ un fatto ed il cambiamento nelle cose.

E’ un segno che le Istituzioni abbiano compreso che si deve cambiare modo e approccio, è il momento oggi più che mai di approfittare di una occasione che il tempo ci sta dando.

Coinvolgere il tessuto produttivo delle nostre società nel dialogo per un domani diverso: non è mero battere cassa, il legislatore oggi premia chi innesca questi meccanismi tra le parti. Oggi si tende a premiare il coinvolgimento, il pubblico dà la possibilità con azioni bandi e altro di indicare una strada, sta poi alle comunità locali tradurre tutti questi segnali in dialoghi concreti.

Essere Città che Legge, avere il Patto per la Lettura e per i più piccoli Nati per Leggere porta in modo prepotente la centralità del dibattito dentro le Biblioteche che non potranno più essere quello che sono oggi solamente, ma dovranno essere piazze interconnesse con le librerie con le associazioni con la parte più debole di società e andare incontro a loro.

Il senso di queste azioni avrà senso, mi permetto di sottolinearlo, se la Politica comprenderà che crescita e coesione si potranno ottenere investendo risorse, passando al setaccio opportunità future, e programmando oggi per avere nel medio periodo.

C’è un passo di un messaggio del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che mi piace citare in chiusura di queste poche righe, in occasione del Piano Programmatico 2019 del CEPELL:

“Leggere è una ricchezza per la persona e per la comunità. È una porta che ci apre alla conoscenza, alla bellezza, a una maggiore consapevolezza delle nostre radici, ai sentimenti degli altri che spesso ci fanno scoprire anche i nostri sentimenti nascosti. Non è vero che la lettura sia stata e sia un’abitudine di personalità introverse. È vero il contrario: è una chiave per diventare cittadini del mondo, per conoscere esperienze lontane, per comprendere le contraddizioni e le storture, ma anche per comprendere le grandi potenzialità del mondo che ci circonda. È un modo per far nascere speranze, per coltivarle, per condividerle”.



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