Processo Nicoletta. Margareta e i conflitti con i parenti. Quella foto nel luogo dell'omicidio
I rapporti conflittuali tra Margareta Buffa e suoi parenti sono stati ricostruiti, oggi, nel corso della nuova udienza del processo per l’omicidio di Nicoletta Indelicato che si è svolta dinnanzi alla Corte d’Assise di Trapani.
Rapporti che si sono deteriorati dopo la morte della mamma della ragazza rumena, accusata del delitto, avvenuta nel febbraio del 2017.
Margareta Buffa, collegata questa mattina, in videoconferenza dalle carceri di Agrigento dove è detenuta, non andava d’accordo, in particolare, né con il cugino Giuseppe Sinacori né con le zie Isabella Anna Genovese e Margherita Genovese, sorelle della madre dell’imputata, che sono stati ascoltati dalla Corte, presieduta dal giudice Daniela Troja. Lei, però, accusa i familiari di aver avuto nei suoi confronti atteggiamenti persecutori come dimostrerebbero alcune lettere che il suo legale, avvocato Ornella Cialona, ha mostrato in aula. Missive che sono state acquisite dal Collegio giudicante.
Il rapporto burrascoso tra Margareta Buffa e Giuseppe Sinacori si evincerebbe da un particolare rivelato dal teste. “Nel mio telefononio, Margareta è memorizzata come zoccola. Mi dispiace, ma è quello che penso di lei”.
Nei suoi confronti è scattato l’applauso ironico di Margareta Buffa che in più di una circostanza, nel corso dell’udienza, ha chiesto di interloquire, telefonicamente, con il suo avvocato. Ma c’è di più. Nel luogo dove è avvenuto l’omicidio, l’avvocato Giacomo Frazzitta ritrovò una foto che ritraeva Margareta assiema al cugino Giuseppe. Foto che, però, era incompleta. La ragazza, infatti, aveva tagliato la parte dove c’era la moglie di Giuseppe. In segno di spregio.
Cugino e zie non avrebbero, poi, perdonata alla ragazza il fatto che dopo il lutto che ha colpito la loro famiglia, Margareta diceva che sua madre “aveva una doppia faccia” e che l’aveva lasciata “nella merda”. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando Margareta ha rivelata alla nonna anziana che la sua mamma era deceduta, in barba alle raccomandazioni dei parenti: “Non dire niente alla nonna del decesso della figlia perché il dolore potrebbe esserle fatale”.
Dispettosa e cattiva il profilo di Margareta, tracciato dai suoi parenti che aveva timore della giovane rumena. Una delle zie si andava a chiudere in bagno quando arrivava Margareta. La nonna, addirittura, faceva sparire i coltelli perché aveva paura di essere colpita. Margherita Genovese ha anche raccontato di “essere stata aggredita da Margarerita che mi ha dato uno schiaffo”. Il processo è stato rinviato al prossimo 5 ottobre. Nel corso dell’udienza verrà esaminata l’imputata e sarà anche ascoltato Giacomo Buffa, papà di Margareta.
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