04/09/2020 10:00:00

Mafia, il Tribunale del Riesame accoglie il ricorso dei pm sull'arresto di Messina Denaro

 Un ordine di arresto per il latitante numero uno di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro, è stato ordinato dal Tribunale del Riesame di Palermo.     I giudici hanno accolto il ricorso presentato dai pm Gianluca De Leo e Giovanni Antoci, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Guido.

Per Messina Denaro, già condannato in via definitiva a diversi ergastoli per stragi e omicidi, latitante da 27 anni, questa volta nell'inchiesta Ermes 3, dello scorso giugno, per la quale era stato chiesto un'ordine di custodia per il boss, il gip Claudia Rosini aveva detto di no perché non erano stati ritenuti sussistenti i gravi indizi riguardo all'accusa di tentativo di estorsione. 

Ora il ricorso è stato accolto dal Riesame, secondo i giudici Messina Denaro avrebbe effettivamente cercato di imporre con una lettera inviata nel 2013,  agli eredi del boss di Campobello di Mazara Alfonso Passanante, di rinunciare alla proprietà di un terreno del padre che si trova in contrada Zangara, a Castelvetrano.

Quel terreno in realtà era solamente intestato al boss locale, ma apparteneva a Totò Riina. C'erano pochi indizi sul latitante e su Vincenzo La Cascia, ora la posizione si è ribaltata. Nell'operazione Ermes che vede indagati 14 persone, sono finiti in carcere Marco Manzo di 55 anni, e Giuseppe Calcagno di 44 anni. 



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