08/01/2021 06:00:00

La pandemia e la crisi. Così la mafia sfrutta il disagio economico 

 “Nell’attuale fase pandemica la criminalita’ sembra aver orientato i propri interessi sull’indebita percezione delle rilevanti e diversificate misure economiche di sostegno disposte dal governo e, prevedibilmente, sulle future risorse che saranno garantite nell’ambito del Recovery Fund”. A lanciare l’allarme e’ il quarto report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalita’ organizzata di tipo mafioso, presieduto dal prefetto Vittorio Rizzi.

“La diffusione del coronavirus – si legge nel report – ha impattato significativamente sul sistema economico, alla luce delle misure restrittive assunte per arginare l’emergenza epidemiologica, che hanno determinato la chiusura di quasi tutte le attivita’ e la riduzione drastica dei consumi. In tale scenario, i gruppi criminali, allo scopo di cogliere le opportunita’ di investimento offerte dall’evoluzione e dalla persistenza della pandemia hanno rivolto i propri interessi non solo verso i citati comparti economici, ma anche nei confronti degli operatori piu’ danneggiati dalle misure di distanziamento sociale adottate in fase di lockdown, come la filiera della ristorazione, la ricezione alberghiera e l’offerta turistica”.

Proprio sul versante della criminalita’ mafiosa, le recenti indagini confermano il tentativo di “accedere illecitamente alle misure di sostegno all’economia, con modalita’ del tutto assimilabili a quelle adottate dalla piu’ generale criminalita’ economico-finanziaria (falsificazione di documenti fiscali, utilizzazione strumentale di societa’ cartiere, coinvolgimento di esperti giuridico-contabili)”; “ottenere, da parte delle strutture sanitarie interessate, il pagamento di prestazioni rese da aziende contigue attraverso condotte corruttive”; “infiltrarsi nei servizi di sanificazione che interessano le strutture turistico alberghiere e commerciali”. Fortemente avvertito anche “il rischio che la criminalita’ organizzata tenti di ‘accreditarsi’ presso gli imprenditori in crisi di liquidita’ per imporre il ricorso a forme di welfare mediante misure di sostegno finanziario, nell’ottica di salvaguardare la continuita’ aziendale e di subentrare poi negli asset proprietari o di controllo, oppure eserciti forme oppressive di usura anche verso le fasce piu’ deboli della popolazione, in ragione della crisi di liquidita’ e lavorativa”.

“Non puo’ essere escluso il rischio che la criminalita’ organizzata possa sfruttare il disagio sociale esternato nelle manifestazioni” di protesta legate alle misure anti Covid, manifestazioni a volte “degenerate in gravi episodi di scontro con le forze di polizia”. 

Investigatori ed intelligence “stanno monitorando le dinamiche dei contesti sociali al fine di scongiurare possibili saldature tra il malcontento diffuso, generato da situazioni di difficolta’, ed il tentativo di gruppi criminali di mettere a rischio la tenuta dell’ordine pubblico”. E se da un lato “l’attuale periodo di difficolta’ e incertezza costituisce il contesto per la proliferazione dei sodalizi mafiosi interessati a lucrare sulle ingenti risorse economiche destinate a porre rimedio alla sfavorevole congiuntura economica”, dall’altro “la fase delicata che il Paese sta affrontando potrebbe ancor di piu’ esporre gli amministratori locali a forme di contestazione che talvolta sfociano in atti di intimidazione da parte di attori non strutturati che operano anche per ottenere una visibilita’ mediatica amplificata dalle proteste di piazza”.

Il disagio sociale con il passare dei mesi “si e’ evoluto in forme piu’ organizzate, favorito dal ricorso ai social media (Facebook e WhatsApp ove proliferano gruppi che esortano a disobbedire al coprifuoco imposto dagli enti locali), con un’agile e rapida organizzazione di iniziative estemporanee (flash-mob)”. Ma in generale, “si e’ riscontrato l’interesse di un ampio ed eterogeneo panorama di attori ad inserirsi nella protesta per radicalizzarla”. “Varie iniziative indette sui social dai rappresentanti delle categorie degli esercenti contrarie alle decisioni adottate dal governo – ricorda il documento – sono state ‘monopolizzate’ dalle frange piu’ estreme dei gruppi politici ed ultras, i quali hanno partecipato alle manifestazioni violente avvenute nel mese di ottobre a Napoli, Salerno, Roma, Catania, Torino, Verona, Palermo, Firenze e Bologna. Si e’ registrata la presenza anche di movimenti appartenenti all’estrema destra – in particolar modo quelli di Forza Nuova – che, approfittando del malcontento popolare ed alla ricerca di un sempre maggiore consenso, tramite web hanno incentivato la ‘disobbedienza’ contro lo ‘stato di polizia’ e la ‘dittatura sanitaria’, creando addirittura nuovi gruppi spontanei di protesta al fine di poter gestire il controllo delle mobilitazioni in piazza”.

E ancora: “In altre manifestazioni di protesta in piazza, si sono rilevate sia la presenza di anarchici – convinti che la pandemia sia il pretesto per comprimere i diritti delle persone da parte delle autorita’ – sia la partecipazione di appartenenti ai ‘centri sociali’ e di estremisti di sinistra”. Si e’ registrata la partecipazione a simili iniziative anche “da parte di giovani che hanno mostrato risentimento verso le forze di polizia, persino con forme di violenza fisica. L’emergenza epidemiologica, con le connesse restrizioni, ha infatti scatenato un’insofferenza che si e’ tradotta in manifestazioni di devianza giovanile, di cui la protesta ha costituito declinazione”.



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