22/02/2021 06:00:00

Covid-19, sotto quota mille i ricoverati in Sicilia. Verso la proroga del divieto di mobilità tra Regioni

Sono scesi sotto quota mille i ricoverati a causa del Coronavirus in Sicilia. Un dato confortante che da settimane scende progressivamente. Sono 846, in calo di 16 unità le persone ricoverate nei reparti covid, e sono 143, invece, quelle in terapia intensiva -2, e 28.191 in isolamento domiciliare.

Sono 24 i nuovi contagi registrati ieri in provincia di Trapani. Questo il report dei contagi nelle altre province: 14 Agrigento, 48 Caltanissetta, 72 Catania, 1 Enna, 56 Messina, 143 Palermo, 20 Ragusa, 33 Siracusa.

I dati Siciliani -  Ieri si sono registrati 411 nuovi contagi, su 19.677 tamponi. Il tasso di positività è  salito al 2,1% e si sono registrati 18 decessi, in diminuzione rispetto ai giorni precedenti. Gli attualmente positivi al Coronavirus sono 29.180. Dall'inizio della pandemia sono 148.990 le persone contagiate in Sicilia. Salgono a 115.811 le persone guarite mentre i decessi, con i 18 di oggi, arrivano a 3.999.

Appello dell'assessore Razza ai Siciliani a non vanificare gli sforzi fatti - "Dopo settimane difficilissime, il dato dei ricoveri Covid in Sicilia scende sotto le mille unità - scrive su facebook -. Per carità, nulla da festeggiare, ma è un segnale certamente molto incoraggiante. Sappiamo che i comportamenti individuali producono effetti nella gestione della pandemia, per questo - a costo di essere noiosamente ripetitivo - faccio appello alla responsabilità di ciascuno affinché non vengano vanificati gli sforzi ed i sacrifici che tutti abbiamo fatto". 

Gli assembramenti a Palermo come se nulla fosse - Tutti in strada in una come se il Covid non fosse mai esistito. Ieri la città di Palermo era invasa da gente nonostante la Sicilia sia ancora in zona gialla e sono in vigore sia il dpcm che l'ordinanza regionale anti-covid. Tantissima gente senza mascherina, accalcata in una stradina nei pressi del Teatro Massimo. E sono rimasti accalcati nemmeno con l’arrivo delle forze dell’ordine, neanche quando hanno acceso la sirena, le persone sono rimaste ferme a chiacchierare.

I dati italiani - Sono 13.452 i test positivi al coronavirus registrati in Italia in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Sabato i positivi erano stati 14.931.Le vittime sono invece 232, sabato erano state 251. Sono stati 250.986 i test (molecolari e antigenici) effettuati in 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Sabato i test erano stati 306.078. Il tasso di positività è del 5,4%, il giorno prima era stato del 4,8% (quindi c'è un aumento dello 0,6%).

Sono 2.094 le persone ricoverate in terapia intensive in Italia per il Covid-19, con un aumento di 31 unità nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 125. Nei reparti ordinari sono ricoverate ora 17.804 persone, in aumento di 79 unità.

20 Comuni provincia Ancona verso zona arancione - Divieto di spostamento (se non per motivi di lavoro, salute, studio e necessità comprovate) tra i Comuni della provincia di Ancona e ingresso in zona arancione (con le stesse regole del Dpcm) per 20 Comuni, tra cui Ancona, Jesi, Osimo, Senigallia, Loreto, Sassoferrato. Lo prevede un'ordinanza che il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli firmerà e che sarà in vigore da martedì 23 febbraio fino alle 24 di sabato 27 febbraio. Gli altri Comuni restano in zona gialla, annuncia il governatore su fb, e resta in vigore la limitazione per gli spostamenti da e per la provincia di Ancona, colpita da un aumento di contagi.

Gelmini alle Regioni: "Proroga di 30 giorni del divieto di mobilità" - Vertice serale in videoconferenza tra i ministri Speranza e Gelmini e i governatori. Questi ultimi hanno dato un sostanziale ok alla proroga della mobilità tra Regioni per altri 30 giorni, che sarà decisa dal Consiglio dei ministri che si terrà in mattinata.

Una proroga, che scade il 25 febbraio, anticipata dalla ministra Mariastella Gelmini ai governatori. Saranno confermate le disposizioni sugli spostamenti tra piccoli Comuni e la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un'altra abitazione privata massimo in due persone, con i figli minori di 14 anni.

Il Consiglio dei ministri si occuperà solo della proroga del divieto di mobilità tra le Regioni, ha precisato la ministra. "Purtroppo con le varianti in circolazione continuare con le restrizioni è indispensabile", avrebbe detto il ministro della Salute Roberto Speranza. "Porterò il documento inviatomi dalle Regioni all'attenzione del governo", avrebbe detto Gelmini al vertice con le Regioni. "Non possiamo pretendere di chiamarvi a ratificare decisioni già prese, ma possiamo e vogliamo chiedervi di partecipare ad un processo decisionale che certo dovrà essere tempestivo, che certo dovrà essere snello, ma che non potrà calare sulle vostre teste", afferma Gelmini.

Durante la riunione con le Regioni la ministra Gelmini avrebbe manifestato l'intenzione di organizzare, appena possibile, un incontro tra il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi e i governatori per parlare dei temi della scuola e della vaccinazione degli insegnanti.

Le Regioni chiedono un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni, per evitare i continui cambi, che leghi le decisioni a parametri più oggettivi e anche alla possibilità di indenizzi immediati alle singole categorie. Il tutto però senza abbassare la guardia perché le varianti corrono e impongono strette mirate ed immediate.

Scuola - Per quanto riguarda la scuola, "nel quadro della situazione epidemiologica generale e territoriale, sarebbe necessario qualificare l'attività scolastica (al pari delle altre attività) con un'apposita numerazione di rischio": è quanto si legge nella bozza della piattaforma di proposte che le Regioni presenteranno al governo. "Occorre, in ogni caso, implementare le forme di congedo parentale nonché prevedere ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori - si conclude il testo -, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica".

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