Campobello, i consiglieri d'opposizione: "Ripristinare luce e decoro in via Garibaldi"
I consiglieri comunali di opposizione, a Campobello di Mazara, chiedono il ripristino dell'illuminazione in via Garibaldi.
“L’Agorà, la Piazza, a Campobello di Mazara, è in realtà una Via, la Via Giuseppe Garibaldi. CoronaVirus permettendo, dovrebbe essere un luogo di incontri, di aggregazione, di scambi! In realtà, se non fosse per la comunità araba, e da sparuti concittadini, sarebbe un’arteria trafficata solamente da macchine, dove neanche a distanza si incrocia un qualsivoglia Amministratore, figurarsi il Sig. Sindaco, sempre di più arroccato nel Palazzaccio Comunale, quasi a marcare ulteriormente e volutamente quella distanza, già in atto a causa del Covid, con i cittadini campobellesi….meno incontri, meno problemi, meno rogne!” scrivono i consiglieri Giuseppe Fazzuni, Tommaso di Maria, Isabel Montalbano, Liliana Catanzaro e Carla Prinzivalli.
“Ebbene, la nostra agorà, la nostra Via Giuseppe Garibaldi, che dovrebbe rappresentare il salotto buono, che, anche a detta di Francesco Nicotra che ha curato il Dizionario dei Comuni Siciliani, pubblicato nel 1907, è “una delle strade principali ove hanno sede il Castello Medievale, il Duomo ed il Palazzo Municipale”, oggi è in uno stato di semi- abbandono” aggiungono.
In via Garibaldi a Campobello ci sono “attività commerciali di notevole importanza per la nostra economia, come Bar, Negozi di Abbigliamento, Gioiellerie, Panifici, Compagnie Assicurative, Laboratori Fotografici, Negozi di Telefonia, Tabaccherie, Laboratori di Analisi Cliniche nonché Agenzie di Viaggio, Pescherie e Banche, tutte attività oggi in ginocchio a causa della pandemia”.
Per questo i consiglieri d'opposizione chiedono all'amministrazione Comunale “l’immediata sostituzione delle lampade attualmente fulminate (n.18) e la relativa collocazione delle plafoniere laddove esse manchino, che non fanno altro che…avvilire e demoralizzare ulteriormente i gestori delle suddette attività che già, si fanno carico della già precaria e alquanto difficile congiuntura economica; la rimozione dei bidoni per la raccolta differenziata posti in bella mostra sui marciapiedi; la zappatura, ogni qual volta necessita, delle aiuole; la messa in atto di tutte quelle azioni che contribuiscono a determinare il cosiddetto decoro e cura del patrimonio urbano”.
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