06/07/2021 06:00:00

Turismo. Rosalia d'Alì: "Nostra strategia coinvolge tutta la provincia di Trapani"

 Rosalia d'Alì, assessore al turismo a Trapani e presidente del Distretto turistico della Sicilia Occidentale, nei giorni scorsi è uscita, in abbinamento con La Repubblica, la guida sulla provincia di Trapani. Si tratta di un tassello di una strategia più complessa che si sta mettendo in campo per la promozione del territorio.

E' un lavoro che sintetizza lo spirito del Distretto e quello che vogliamo fare. Vogliamo presentarci al mondo come un unico territorio, un territorio vasto, ricco, dove il viaggiatore può vivere diverse esperienze e può scegliere diversi tipi di vacanza. Quando Repubblica, sull'onda della candidatura di Trapani a Capitale italiana della cultura, mi chiese di fare una guida sulla città di Trapani dissi alla redazione di farla sul tutto il territorio della provincia. Non si può venire a Trapani e non conoscere tutta la provincia. Così nasce questa sinergia tra il Distretto turistico e la redazione per immaginare come realizzare questa guida.

Ci sono anche le testimonianze di personaggi illustri della provincia. Ad esempio c'è una presentazione di Stefania Auci.

Sì. C'è Stefania Auci, ma anche Platimiro Fiorenza per i coralli, Maria Piccione per Favignana, il regista di opere liriche Denis Krief che vive a Trapani, Anissa Helou, scrittrice gastronomica. Il Trapanese raccontato anche da chi non è trapanese. E poi le tante esperienze, i consigli di viaggio, dove dormire e dove mangiare scelti dalla redazione. E ancora il mondo del vino, le esperienze enogastronomiche. E' una guida che abbiamo condiviso con la redazione e con il comitato tecnico del Distretto che è un organo consultivo composto da rappresentati di ogni Comune socio del Distretto. E' stato un lavoro corale. C'è stata anche una grande sinergia con il Flag, l'associazione tonno e tonnare del Trapanese, che ha un itinerario del gusto e una idea di valorizzazione del patrimonio mare. Abbiamo fatto sistema e unito le forze.

Qualche giorno fa è stato presentato il brand West of Sicily. In quell'occasione ci sono state polemiche. Si è polemizzato ad esempio sull'assenza di Marsala c'è chi ha detto che la gestione del Distretto è troppo “trapani-centrica”.

Dispiacciono molto queste polemiche, non fanno bene al territorio. Al Distretto sono 17 i Comuni soci, ma hanno aderito 11 al progetto di destinazione turistica. Non è Trapani-centrica, io ci tengo molto che vengano mantenuti gli equilibri, che ci sia la visibilità per tutti i territori. Marsala aveva preso l'impegno a far parte di questo progetto con la precedente amministrazione. Poi gli impegni non sono stati mantenuti.

E' un problema di quote.

Sì, adesso l'amministrazione marsalese si trova questa patata bollente in mano. E' risolvibile. Bisogna mantenere degli impegni economici. Tutto questo non è gratis: i professionisti si pagano, si pagano gli spazi pubblicitari, la visibilità, i servizi tv, gli uffici stampa. C'è un investimento economico in tutto quello che si sta facendo. Non si può entrare senza mettere una quota come hanno fatto gli altri.

A proposito di soldi c'è stato un botta e risposta tra lei e Telesud che ha sollevato dubbi sull'architrave dell'operazione di marketing che state mettendo in campo. Sono stati analizzati i costi, come avevamo fatto tempo fa su Tp24. Viene sollevato un dubbio sulla trasparenza. Che risponde?

E' tutto trasparente. Sulla sezione “trasparenza” del sito del Distretto si possono vedere tutti i costi. I numeri che sono stati detti non sono corretti, sono stati dati numeri duplicati. Per me il controllo è gradito, ci mancherebbe. Poi devo dire che ogni scelta di comunicazione, o di spesa, parte da un deliberato del consiglio d'amministrzione o addirittura dell'assemblea dei sindaci, Questo proprio per evitare qualsiasi tipo di equivoco. Questi affidamenti sono avvenuti attraverso Rdo aperte, attraverso il portale MePa, il mercato elettronico della pubblica amministrazione in cui si comprano servizi e abbiamo pubblicato lì l'avviso. Abbiamo cercato lì i fornitori dei servizi di cui avevamo bisogno, e nella valutazione valeva anche il ribasso al budget che mettevamo a disposizione. Quindi potevano partecipare da tutta Italia. Poi c'è una commissione che si riunisce e valuta le offerte. Tutto molto trasparente.

L'unione tra i comuni di Trapani ed Erice si fa? Qual è la sua previsione?

Non è un argomento facile, merita riflessione. Ci sono in mezzo due territori, cittadini, servizi pubblici. Non è un argomento che si può affrontare in modo veloce e soprattutto sotto campagna elettorale.

Perchè il prossimo anno si vota ad Erice.

Sicuramente vanno ridiscusse le strategie e ottimizzare le risorse, per fare qualcosa insieme. Ma parlare di fusione no. Significherebbe eliminare la storia e la realtà del comune di Erice. Non è un tema facile.



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