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17/09/2021 06:00:00

Permessi di soggiorno, a Marsala c'è qualcosa che non va ... 

Immaginate di dover prendere appuntamento per il rinnovo della carta di identità, o del tesserino venatorio, o di qualche altro documento. Vi prenotate ora, e vi danno appuntamento ... nel 2022. E' quello che accade, in queste ultime settimane a tanti giovani. 

C'è qualcosa che non va a Marsala sul rilascio dei permessi di soggiorno. La segnalazione viene fatta, a Tp24, da decine di giovani immigrati che raccontano di avere molti problemi. Per ottenere l'agognato documento, che permette loro di poter vivere con regolarità nel nostro territorio sono costretti infatti ad attendere mesi, se non anni, per il primo appuntamento. C'è chi ha avuto addirittura l'appuntamento dopo 18 mesi. Un cambiamento repentino: prima tutto era meno lento, e comunque tollerabile (i giovani migranti, sono abituati, per quello che hanno passato, ad avere molta pazienza ...), adesso invece c'è qualcosa che non va, e ci sono differenze enormi anche tra Marsala, ad esempio, e gli uffici di Trapani. Perché?

Si tratta di un argomento molto delicato. Senza permesso di soggiorno molti immigrati, che magari già lavorano, non possono più continuare a farlo, si trovano ai margini della società, e per tanti di loro l'unica soluzione e la clandestinità. Non avendo mezzi per sopravvivere, finiscono nelle maglie della criminalità. 

Fino a poco tempo la gestione dei permessi di soggiorno era in mano ad impiegati "civili" del Ministero dell'Interno. Adesso, invece, a gestire le pratiche sono spesso uomini in divisa, che magari a volte sono poco attenti o preparati. Gli utenti di Marsala, ad esempio, raccontano a Tp24 che prima operava al commissariato, allo sportello, un funzionario gentile e disponibile, che li ha aiutati, con competenza, a risolvere un sacco di problemi con la burocrazia (fa impazzire noi italiani, pensate chi conosce poco la nostra lingua o la nostra disorganizzazione). Il nome di questo funzionario passa ancora oggi di bocca in bocca tra gli utenti come una specie di santo. Ma non c'è più. Probabilmente è andato in pensione. Ed è anche per questo che le cose si complicano. 

Eppure si tratta di un tema fondamentale. Il lavoro dei cittadini stranieri che vivono in Italia è legato al permesso di soggiorno e al rinnovo. Questo compito spetta alle Questure,  che delegano sul territorio ai vari commissariati l'acquisizione delle domande, l'impronta digitale, e altre formalità. Poi le domande passano alla Questura che rilascia il permesso o concede il rinnovo.

Il problema è che i ritardi nell'acquisizione della pratiche da parte dei commissariati sono purtroppo all'ordine del giorno, ma quelli di Marsala stanno raggiungendo dei ritardi record. Lungaggini che rischiano di compromettere la vita quotidiana dei migranti regolari che non possono rinnovare i contratti di lavoro. Si arriva anche ad appuntamenti presi nel 2022 o addirittura nel 2023. Attenzione, non stiamo parlando dell'analisi della pratica, quella spetta alla Questura di Trapani e sono abbastanza veloci: nel giro di qualche mese rilasciano il permesso. Al  commissariato devono soltanto acquisire la documentazione, prendere le impronte ed inviare le carte a Trapani: "Per fare questo - raccontano alcuni utenti - ci fanno venire dieci volte, prendono appuntamenti a sei mesi di distanza". E' anche una procedura irregolare, perchè i tempi da rispettare per il rilascio sono 90 giorni, non due anni. 

E' per questo che si va formando una discriminazione ulteriore: "Se qualcuno di noi conosce qualche avvocato, o ha qualche amico locale, o ha il datore di lavoro disponibile a venire a sollecitare la pratica, tutto si risolve presto - raccontano ancora - chi invece non ha nessuno ad aiutarlo, si perde". Addirittura c'è che cambia residenza per andare a Castelvetrano o Trapani, perchè in quei distretti  in poco tempo fanno tutto. 

Il rischio è che centinaia di migranti vengano lasciati senza un documento valido che consenta loro di viaggiare, lavorare, ottenere un contratto di lavoro, ottenere una pensione di invalidità, una indennità di disoccupazione, o quanto ancora è in loro diritto. 

Per non parlare della sanatoria per i braccianti voluta dall'ex Ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova lo scorso anno. Era una misura che doveva servire ad attenuare il fenomeno del caporalato nelle campagne. Ebbene, secondo fonti di Tp24 sono state analizzate in provincia di Trapani appena il 10% delle pratiche. 

Adesso la situazione è ancora più grave, perchè la validità dei permessi di soggiorno scaduti era stata prorogata  fino al 31 luglio. Era una delle misure prese durante la prima fase della pandemia per aiutare i cittadini, posticipando molte scadenze. Adesso non ci sono state altre proroghe, per cui adesso se  i giovani immigrati non presentano la domanda di rinnovo, perdono tutto. 

Eppure basterebbe poco. ll "primo appuntamento", quello che a Marsala viene dato dopo mesi o anni di attesa, prevede, come dicevamo, la consegna dei documenti e il rilascio delle impronte digitali. Perché è importante? Perchè così viene data una ricevuta che è equiparata ad un permesso di soggiorno. Se invece la polizia non acquisisce i documenti e le impronte, e il permesso scade ( non c'è più la proroga dopo il 31 luglio ) gli immigrati diventano clandestini.

Anche Libera si sta muovendo, e ha incontrato un gruppo di ragazzi, portando poi i loro disagi al Presidente del Tribunale dei Minori, perchè per la maggior parte si tratta di minorenni che fanno la richiesta di permesso di soggiorno quando hanno 17 anni, ma poi, con l'appuntamento rinviato di così tanto, si ritrovano maggiorenni e clandestini.  "E' un sistema - commenta Salvatore Inguì, coordinatore provinciale di Liberi - che, quando non funziona,  sembra fatto apposta per favorire la clandestinità, perché i ragazzi al compimento del 18° anno di età vengono dimessi dalle comunità senza avere i documenti".  Sulle lentezze del Commissariato di Polizia di Marsala arrivano anche le conferme da parte dei rappresentanti di diverse comunità di giovani immigrati del territorio. A Mazara, Trapani, Castelvetrano, i commissariati rispondono alle richieste fissando l'appuntamento dopo due settimane. A Marsala, invece, il primo appuntamento per il rilascio del permesso di soggiorno è dopo mesi ... Perché?