Castelvetrano. Ancora nessun provvedimento contro i chioschi abusivi, ecco perché
La storia dei chioschi che non pagavano le tasse non è affatto terminata. Ne avevamo parlato qualche mese fa (qui e qui), raccontando come una sessantina di chioschi (praticamente tutti), tra bar e fruttivendoli di Castelvetrano avrebbero un debito di più di 650 mila euro nei confronti del comune. Una quota relativa agli ultimi 5 anni, perché il resto sarebbe ormai prescritto, diversamente si sarebbe superato il milione di euro.
Il comune, nel gennaio scorso, aveva costituito una task force fatta da un agente di polizia municipale, un tecnico ed un impiegato dei tributi, per effettuare i sopralluoghi a tappeto in modo da procedere alla regolarizzazione delle attività.
Peccato però che i controlli abbiano riguardato soltanto il versante tributario. Sì, perché non ci sono solo i tributi, ma anche le concessioni (scadute e mai più rinnovate), l’aspetto urbanistico, le licenze, le risultanze catastali, quelli che hanno l’acqua, ma non hanno né allacciamento idrico, né i recipienti. Ma anche quelli che “si sono allargati”, occupando sempre più spazio nelle pubbliche vie. E si tratta di una categoria generalmente collegata ad un settore che durante la pandemia non è andata incontro a cali di fatturato. Anzi, molti hanno avuto un incremento.
Abbiamo chiesto al sindaco Enzo Alfano di farci il punto della situazione.
Che passi avanti sono stati fatti da gennaio scorso, quando è emerso il problema?
Dal punto di vista tributario abbiamo registrato una buona risposta, perché tanti hanno rateizzato il proprio debito. Ma l’approfondimento su tutto il resto ha purtroppo riguardato soltanto una decina di casi. E di questi almeno 8 non erano in regola.
Sono stati presi dei provvedimenti?
La competenza è del Suap, lo Sportello unico per le attività produttive. Provvedimenti che, in alcuni casi, potrebbero anche arrivare alla chiusura delle attività. Ma gli uffici sostengono che per qualsiasi azione devono prima ricevere i verbali fatti dalla polizia municipale. Che però non glieli ha consegnati. Dal momento che non posso dire io chi ha ragione e chi ha torto, ho incaricato il segretario comunale affinché approfondisca la vicenda, evidenziando eventuali omissioni che potrebbero essere portate a conoscenza della Procura della Repubblica.
Egidio Morici
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