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01/12/2021 06:00:00

Sicilia, carrozzone sanità/1. Il cerchio magico, le pressioni e le raccomandazioni

 La sanità in Sicilia, che da sola – lo ricordiamo – rappresenta quasi il 50% del bilancio regionale, e che vale quasi 10 miliardi di euro l’anno, ha sempre rappresentato una sorta di tavola imbandita alla quale si sono seduti, più o meno lecitamente, diversi soggetti.

A partire da oggi, e per quattro puntate, focalizzeremo l’attenzione su alcuni di questi che hanno contribuito al saccheggio della sanità siciliana, operando secondo diverse modalità.

C’è il ‘senatore-segnalatore-raccomandatore-inauguratore’ professionista dell’antimafia, secondo cui ci sarebbe – per sponsorizzare soggetti diversi ad incarichi sanitari – ‘l’ex procuratore’, sempre antimafia, che “lo vuole la procura di Palermo”, ed ex assessori alla sanità, dai cognomi importanti, messi lì dalla politica facciola per darsi un’aria di ‘onestà’, ‘legalità’, ‘rispettabilità’ e ‘bla bla bla’, per i fessi che ancora ci credono.


LA RELAZIONE SULLA SANITÀ DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA ALL’ARS – È un quadro deprimente quello che è emerso qualche settimana fa, durante la presentazione alla stampa, tenuta all’Assemblea regionale siciliana, del report specifico sulla sanità nell’Isola. Nelle oltre 130 pagine che compongono la relazione c’è un po’ di tutto. Oggi, però, ci soffermiamo in particolare su aspetti legati a fatti e persone che operano, o hanno operato in modo anche diametralmente opposto tra loro in passato, nel territorio trapanese, ma non solo: Fabio Damiani, ex manager dell’Asp di Trapani e già, responsabile della Centrale Unica di Committenza regionale (organismo che centralizzando le gare d’appalto per gli acquisti milionari delle Asp siciliane avrebbe dovuto generare risparmi di risorse pubbliche); il deputato regionale Nino Oddo, l’ex pm Antonino Ingroia, il senatore Beppe Lumia, l’ex magistrato antimafia ed ex assessore alla sanità siciliana, il mazarese Massimo Russo e la sua ex collega alla sanità, Lucia Borsellino, dimessasi a luglio 2015 dalla carica. Ma andiamo per ordine.


NINO ODDO E LE PRESSIONI PER LA NOMINA DI SAMPIERI – Il presidente della Commissione antimafia all’Ars, Claudio Fava, ascolta Stefano Campo, responsabile della segreteria particolare dell’assessore alla saluta, Lucia Borsellino e gli chiede: “la dottoressa Borsellino, siamo a luglio del 2014, trasmette alla Procura di Palermo una nota in cui afferma di avere subìto pressioni da parte di due parlamentari della regione, Oddo e Di Giacinto (Salvatore Antonio Oddo e Giovanni Di Giacinto, allora deputati regionali del Megafono n. d. a.), perché si intervenisse sul direttore dell’ASP di Trapani e per agevolare la nomina di Sampieri alla carica di Direttore sanitario. Circostanza che i due onorevoli negano. Si ricorda di questo episodio? Non posso che confermare. Quel giorno, quando vennero i due deputati, io ero nella stanza accanto e la porta rimase aperta. Siccome i toni erano abbastanza alti, ho potuto sentire distintamente quello che è stato riferito. Quando i due deputati sono andati via l’assessore Borsellino mi ha chiesto se avessi pure io inteso quello che aveva sentito lei. Poi l’ho accompagnata a fare questo esposto all’autorità giudiziaria”. “Ci può ricordare – domandò Fava – quello che lei ascoltò, visto che la porta era aperta, e che poi confermò la dottoressa Borsellino?”. “Loro – rispose il responsabile della segreteria particolare dell’assessore Borsellino – chiedevano all’assessore se potesse fare un intervento col direttore generale dell’ASP perché nominasse il dottore Sampieri. L’onorevole Oddo già di per sé ha un tono di voce molto alto… arrivarono convinti che questa cosa dovesse essere fatta con estrema facilità e con estrema tranquillità. Cosa che invece non accadde, anzi”.


IL ‘CERCHIO MAGICO’ E IL ‘SENATORE INAUGURATORE’
– In un altro passaggio della relazione viene ascoltato un giornalista de ‘La Sicilia’, Mario Barresi. “Il sistema, secondo me, era molto simile a quello che voi avete già descritto egregiamente sui rifiuti. C’è un magistrato o una indiscussa personalità messa lì come simbolo di legalità, a garanzia: nel caso dei rifiuti erano stati PM, Marino e la Contrafatto; nella sanità c’era la Borsellino, con un cognome in Sicilia pesantissimo… E poi c’era invece una sorta di contropotere occulto che passava attraverso gli uomini di punta, personaggi che non avevano assolutamente alcuna competenza per prendere le decisioni sulla sanità e che, invece, interferivano…”. A chi – chiede Fava – si riferisce? “In particolar modo a Tutino ed a Sampieri. All’epoca, poi, non era un mistero che molte delle scelte di Crocetta avevano come spin doctor, come king maker, chiamiamolo come vogliamo, il senatore Beppe Lumia che, così come dava indicazioni su altri settori, lo ha anche esplicitato in questo contesto. Se fate una ricerca su google-foto relativamente a Candela, c’è una sorta di galleria fotografica dove, soprattutto nelle strutture del palermitano, anche se si inaugurava un ascensore non c’era il sindaco, non c’era il vescovo, ma c’erano sempre Candela e Lumia”. E siamo solo all’inizio. Il quadro è solo alla cornice, domani vedremo altri personaggi ed ‘altri paesaggi’ che hanno fatto da sfondo, negli ultimi decenni, alla martoriata Sanità siciliana.

Alessandro Accardo Palumbo
www.facebook.com/AlessandroAccardoPalumbo