Meno ricoveri e interventi. Com'è cambiata la sanità italiana con la pandemia
Come ogni anno l’Agenas presenta il rapporto Sanità Italiana, la pandemia ha segnato anche l’ultimo anno incidendo fortemente sui ricoveri, sono nel 2020 1,7 milioni di ricoveri in meno, si tratta di ricoveri ordinari programmati o in day-hospital, -25%, e in misura minore quelli urgenti con un -13%.
Sono questi i principali dati che emergono dal report prodotto dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali attraverso la presentazione del Piano nazionale esiti 2021.
Gli ambiti clinici che vengono presi in considerazione sono diversi: cardio e cerebrovascolare, muscolo-scheletrico, pediatrico, ostetrico e perinatale, respiratorio, oncologico, urogenitale, otorinolaringoiatrico e malattie infettive.
La pandemia ha fatto registrare un calo tra il 2019 e il 2020 dell’ospedalizzazione per infarto miocardio, secondo Agenas, l’ipotesi è che si sia ridotta l’incidenza degli infarti per il cambio di abitudini legato al lockdown, così come è possibile che i pazienti abbiano rinunciato al ricorso ospedaliero a causa di quadri clinici più lievi, visto che si registra un aumento della mortalità a 30 giorni dall’evento acuto.
Muta il quadro in relazione agli interventi urgenti e programmati, come nel caso del baypass aorto-coronarico, il 2020 ha visto un - 24% rispetto al 2019, che si traducono in 3.500 interventi in meno. La contrazione degli interventi riguarda anche la chirurgia di protesi all’anca: circa 21 mila ricoveri in meno.
Dati non confortanti riguardano anche la chirurgia oncologica, i ricoveri per tumore maligno della mammella è diminuito del 10,1% nel 2020 causa Covid. Il Piano nazionale indica anche una differenza di genere nell’accesso alle cure: si registra una minore tempestività di accesso a trattamenti e una maggiore mortalità per le donne rispetto agli uomini.
Ridotto pure il numero di parti 13 mila in meno rispetto al 2019 (-3,1%).
Nonostante la riduzione delle nascite, il parametro standard cui tendere per il mantenimento del reparto è di 500 nascite/anno, non si sono verificate particolari contrazioni. Nel 2020 141 dei 457 punti nascita non hanno superato la soglia dei 500 parti, le strutture al di sotto delle 500 nascite/anno si concentra nel Lazio, il 12,1% in Campania, il 9,9% sia in Sicilia che in Lombardia.
Il Ministro Roberto Speranza ha commentato il Piano nazionale esiti 2021 pensando soprattutto alla ripartenza: “Siamo dentro la crisi, perché siamo ancora dentro la pandemia, ma con la testa alla riforma del Servizio sanitario nazionale che trova una nuova possibilità dentro una stagione di investimenti e risorse senza precedenti. Rispetto a queste possibilità dobbiamo avere il coraggio di mettere in campo le riforme. Il Pne consegna alcune verità, a partire dalla necessità di recupero degli screening e degli interventi non fatti. Per questo è stato stanziato mezzo miliardo ad agosto e un altro mezzo miliardo con la legge di Bilancio e questo è solo un primo passo”.
Speranza parla di una “Riforma dell’assistenza territoriale” che guardi alle nuove tecnologie, all’ammodernamento tecnologico e alla partita della sanità digitale.
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