Campobello, il Parco Archeologico Cave di Cusa rinasce dopo l'incendio
La natura si riprende ciò che gli è stato tolto. Il Parco archeologico delle “Cave di Cusa” rinasce dopo l'incendio devastante del giugno 2021, ad opera di ignoti vandali criminali, che ha ridotto in cenere alberi di ulivo, ogliastri, mandorli, carrubi, timo e macchia mediterranea, distruggendo inoltre i nidi di corvidi che popolavano le pareti sud del Parco.
"I gracchi sono ritornati alla loro abituale colonizzazione e nidificazione, dilettando il visitatore con eleganti acrobazie aeree accompagnate dal classico cra cra cra che rompe il silenzio e la sacralità del luogo. Mentre le piante abbisognano di cure ed aiuti" - scrive in una nota il presidente dell'Archeoclub Campobello Cave di Cusa, Antonino Gulotta.
E il presidente dell'Archeoclub fa delle proposte specifiche per il parco che necessita: "delle operazioni di potatura e di mettere a produzione ciò che è rimasto delle piante di ulivo, liberare da bacchettoni e succhioni gli ogliastri ed i carrubi, accudire il timo e la macchia mediterranea, mettere in sicurezza, riassettare i viottoli e liberarli dalla piante infestanti, eliminare i tronchi dei mandorli bruciati e scheletriti, creare delle aree apposite lungo i sentieri con macchie di piante di mandorlo nel ricordo mitologico di Fillide ed Acamante".
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