Selinunte, ecco perché il porto è ancora intasato 3 mesi dopo la protesta
Potrebbero riprendere già da oggi i lavori di riqualificazione del porto di Marinella di Selinunte da parte della Regione Siciliana.
E’ quello che hanno fatto sapere i comuni di Castelvetrano e di Partanna, ognuno con un proprio comunicato stampa, dove legittimamente sottolineano l’importanza dei rispettivi apporti. E quindi, grazie al sindaco di Partanna, Nicola Catania nella qualità di presidente della SRR, per la pronta pulizia straordinaria del Polo Tecnologico. E grazie all’ordinanza del sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano, attraverso la quale la posidonia potrà essere stoccata presso lo stesso Polo (il curatore fallimentare si era opposto, ma alla fine ha vinto il comune).
Nella realtà però i lavori non si erano mai fermati. Da settimane, l’impresa Durante prosegue con il rifacimento della banchina di terra (certo, non proprio speditamente), avendo nei giorni scorsi demolito anche la piattaforma dell’ex gru a bandiera. L’attività che invece ha subìto uno stop è quella della rimozione della posidonia, in attesa della variante al progetto originario.
Si tratta della richiesta più sentita da parte della marineria locale, che nel febbraio scorso aveva protestato bloccando la circolazione stradale nel centro della borgata.
Il blocco era durato qualche giorno e, dopo le rassicurazioni della politica regionale, era stato smontato. Ci si aspettava che da lì a poco sarebbe arrivato il tanto atteso mezzo anfibio, in grado di dragare anche la parte centrale del porticciolo e liberarlo così dalla posidonia. Ma sono passati quasi tre mesi e ad oggi non si è ancora visto.
E’ la burocrazia. Un po’ come quando scriviamo “al via i lavori…”. Non è questi partono davvero, però siamo sicuri che inizieranno a breve.
Cosa si intenda per breve è sempre difficile dirlo. Dipende, in questo caso, da come le istituzioni riescono a coordinarsi per tirare fuori dal cappello le giuste mosse ed evitare di impantanarsi peggio dei pescherecci in mezzo alla posidonia.
Ma se il motore trainante è quello della Regione Siciliana, gli ostacoli che nel passato erano praticamente insuperabili per il comune, oggi lo sono molto meno.
Uno dei problemi principali, per esempio, sta nello smaltimento della posidonia. Portarla presso le discariche autorizzate costerebbe troppo. Ecco perché sarà trasferita presso il Polo Tecnologico, che verrà usato come una specie di magazzino temporaneo, prima di passare alla trasformazione in compost. Ma, ancora prima, occorrerà togliere tutti quei rifiuti che col compost non hanno nulla a che vedere, come bottiglie, plastica, funi, pezzi di barca, materiali ferrosi e tutto quello che nel corso degli anni si è mischiato alle alghe e alla sabbia.
E’ curioso come il Polo Tecnologico, costato 10 milioni di euro, un tempo fosse funzionante soltanto per trasformare l’umido in compost. Gli impianti per trattare gli altri tipi di rifiuti non furono mai completati. Poi la Belice Ambiente (composta dai sindaci del territorio) fallì e l’enorme struttura fu messa in vendita.
Oggi accoglierà migliaia di tonnellate di posidonia, nell’attesa che la Regione Siciliana possa portarle da qualche altra parte ed essere trasformata in compost.
E dunque, come si suol dire, “al via i lavori” di bonifica. Ma attenzione, il mezzo anfibio potrebbe ancora tardare ad arrivare. D’altra parte, prima bisognerebbe portare via la montagna di materiale accumulata nelle settimane precedenti. Ci vorrà del tempo. Come sempre.
Intanto qualcuno, sulla montagna di alghe che attende, ha piazzato una bandiera Italiana.
Egidio Morici
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