Tangenti per i lavori al porto di Mazara del Vallo. Due dirigenti della Regione indagati
Tangenti per i lavori al porto di Mazara del Vallo, e non solo. Ci sono due dirigenti della Regione Siciliana indagati. Ne danno notizia MeridioNews e Il Fatto che rivelano l'esistenza di un'inchiesta che riguarda le opere marittime anche di Riposto, Lipari e Sciacca.
Gli indagati sono Carmelo Ricciardo e Giacomo Fusco, presentati come "un dirigente dal cui tavolo, per oltre un lustro, è passato tutto ciò che riguardava le infrastrutture marittime e un ex funzionario, da dieci anni in pensione e con un passato politico che lo ha visto assessore alla Provincia e che ancora oggi gli garantisce contatti con figure di rilievo del centrodestra".
I due sono coinvolti in un’inchiesta su un giro di corruzione che avrebbe interessato i lavori di riqualificazione di diversi porti dell’isola. I capi d’accusa riguardano appalti a Riposto (Catania), Lipari (Messina), Mazara del Vallo (Trapani) e Sciacca (Agrigento), ma negli atti dell'indagine compaiono riferimenti anche ad altre località, come le note mete turistiche Salina e Favignana.
Insieme a Ricciardo e Fusco, sono indagati imprenditori e professionisti, e poi ancora un dipendente regionale – sottoposto gerarchicamente a Ricciardo – e un funzionario del Comune di Riposto. Per i pm, tra mazzette incassate e altre promesse a ballare sarebbero stati oltre 130mila euro. In cambio sarebbero stati garantiti favori di diverso tipo: dall’omissione nei controlli al condizionamento delle aggiudicazioni dei lavori.
A fare da tramite con gli imprenditori, secondo la ricostruzione di MeridioNews, sarebbe stato Fusco. Parlando con Ricciardo, il 78enne, che a distanza di anni dall'ultimo incarico politico vanta ancora rapporti con esponenti di Forza Italia anche a livello nazionale, avrebbe fatto più volte riferimento a soldi da incassare. I due avrebbero ricevuto 5mila euro da Filippo Muscarà - ritenuto titolare della Bonina srl e indagato con la legale rappresentante Marisa Bonina - nell'ambito di un appalto per l'installazione di pannelli solari sul tetto del mercato ittico di Mazara del Vallo «Ma sti cinque chi li ha portati? Filippo?», chiede Ricciardo a Fusco a febbraio 2020 come riportato nelle carte dell'ordinanza. Ricevuta la conferma, il dirigente esclama: «Il fotovoltaico, allora!».
L’inchiesta, che è chiusa da mesi, a gennaio aveva portato la procura a chiedere l’arresto dei principali protagonisti. La gip del tribunale di Catania, però, aveva rigettato le richieste sostenendo che dall’ampia mole di intercettazioni raccolte non emergevano elementi tali da ricondurre in maniera inequivocabile le parole degli indagati ai fatti contestati. La stessa giudice, tuttavia, ha affermato che “non v’è dubbio che dal contenuto delle conversazioni emergono elementi significativamente indicativi di una gestione clientelare e spregiudicata delle procedure di affidamento degli appalti di opere pubbliche da parte di Ricciardo, nell’esercizio della pubblica funzione dallo stesso svolta come pure degli stretti rapporti di collaborazione fra quest’ultimo e Fusco, il quale risulta pienamente coinvolto nelle vicende relative all’aggiudicazione di una serie di appalti in corso nella Regione Siciliana pur non rivestendo alcun ruolo istituzionale”.
La scorsa settimana, è stato disposto il trasferimento del fascicolo d’indagine alla Procura di Palermo per competenza territoriale. Saranno i magistrati del capoluogo a decidere se chiedere il rinvio a giudizio.
“Siamo convinti che, una volta esaminati gli atti, appureranno come nessun reato sia stato commesso e chiederanno l’archiviazione”, dichiarano intanto i legali di Ricciardo e Fusco, gli avvocati Angelo Tudisca ed Enrico Sanseverino.
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