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07/07/2022 06:00:00

Emergenza rifiuti in Sicilia: discariche sature, l'alternativa all'estero e il freno del governo

Continua l'emergenza rifiuti in Sicilia, con le discariche che hanno ancora spazio che potrà durare fino a novembre e appare a questo punto evidente che non c’è alcuna alternativa alla spedizione fuori dalla Sicilia dei rifiuti, almeno della parte indifferenziata che non trova più spazio nelle poche discariche ancora attive. C’è ancora margine a Siculiana, Gela, sempre meno a quella di Borranea aTrapani e in piccola parte a Bellolampo, poi non c’è più nulla e la crisi e le emergenze sanitarie, ormai si iniziano a vedere da giorni nelle città dell'Isola.

Marsala - Nella città lilibetana continua l'emergenza rifiuti, come in tutta la provincia di Trapani e in generale in tutta la Sicilia. E a Marsala continuano, purtroppo, gli abbandoni dei sacchetti della spazzatura in strada. L'emergenza, causata dal blocco della discarica di Motta Sant'Anastasia si ripercuote sull'impianto di contrada Borranea a Trapani, dove la Regione ha consentito il conferimento da parte dei comuni della Sicilia orientale, con la conseguente diminuzione delle quantità giornaliere che i singoli comuni trapanesi sono autorizzati a conferire.

Appello assessore Milazzo - Si rivolge con un video appello ai marsalesi l'assessore Michele Milazzo, registrato nei pressi di una discarica di rifiuti abbandonati in strada, chiedendo loro di rispettare la città e di continuare e incrementare la differenziata.
“Non è certamente questa la città che vogliamo, con rifiuti abbandonati per strada in un momento in cui l'emergenza rsu, al contrario, ci deve spingere a comportamenti ragionevoli e rispettosi del nostro territorio”. La situazione attuale ha spinto la SRR Trapani Nord - dove in atto conferiscono anche altri Comuni fuori provincia - a chiedere alla Regione di fare confluire i rifiuti non trapanesi a Siculiana o, in alternativa, aumentare la quantità di rsu che si può conferire.
“Occorre rivedere i criteri e premiare i comuni virtuosi che, tra l'altro, hanno presentato progettualità migliorative del servizio di raccolta differenziata", conclude l'assessore Michele Milazzo.


Emergenza sanitaria nel palermitano - Non solo nel trapanese è emergenza rifiuti. A Palermo l'Asp ha dichiarato quella sanitaria, intimando al Comune la rimozione dei rifiuti al più presto perché incombe “un serio pericolo per la salute pubblica, oltre che il degrado ambientale, che cresce, tra l’altro, con le elevatissime temperature di questi giorni. La raccolta dei rifiuti indifferenziati sta andando avanti a singhiozzo, anche dopo la riapertura della discarica della Trapani servizi che può accogliere un quantitativo limitato di rifiuti.

Rifiuti in strada a Carini - A Carini il blocco del servizio di raccolta per due settimane ha fatto accumulare i rifiuti per le strade. In alcune strade del centro c'è anche il pericolo che i cumuli di rifiuti vengono dati alle fiamme e in alcuni casi sono state danneggiate le facciate di alcune abitazioni. Ma per il sindaco di Carini Giovi Monteleone, il problema non dipende solo dal blocco della raccolta ma è culturale e riguarda molti cittadini che ancora continuano a non differenziare.

 

Rifiuti dalla Sicilia all’estero ma il governo frena - La Srr che gestisce i rifiuti a Palermo sarebbe disposta a trasferire i rifiuti all’estero, avrebbe già individuato alcune aziende di trasporto pronte ad effettuare i viaggi, ma servono almeno 11milini di euro che la Regione non ha o ha in parte, e per questo il governo nazionale ha detto all’assessore Baglieri di rinviare al momento l’esportazione dei rifiuti.

Il piano per l’estero - Al vertice tra l’assessorato ai rifiuti, i sindaci e società di gestione, il presidente della Srr palermitana Natale Tubiolo ha parlato del piano per il trasporto all’estero con 13 ditte tra italiane e straniere gia pronte. Il piano prevede di trasferire all’estero 50mila tonnellate all’anno di rifiuti al costo di 11milioni di euro. Il problema dei costi è fondamentale nella gestione dell’emergenza attuale dei rifiuti. Per spedirli fuori la Regione ha 45milioni di euro, soldi che serviranno per aiutare i Comuni a compensare l’aumento della spesa. L’alternativa sarebbe, come detto dall’Anci, l’aumento della Tari già nella prima rata 2022.

 Insediato il Tavolo di crisi a Roma - Si è insediato il Tavolo di crisi romano in merito alla tematica dei rifiuti della Regione Siciliana. Su proposta dell’assessore all’Energia, Daniela Baglieri, e del direttore del dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti, Calogero Foti, nel primo pomeriggio di oggi si è tenuta, presso il ministero della Transizione Ecologica, la prima riunione per affrontare, di concerto con il ministero, l’emergenza rifiuti nell’Isola e la definizione del piano rifiuti siciliano. Presenti al tavolo l’assessore Baglieri, il capo dipartimento della Transizione ecologica del Mite, Laura D’Aprile, il dirigente del ministero dello Sviluppo Economico, Silvia Grandi e infine il capo di gabinetto vicario della presidenza della Regione, Eugenio Ceglia, e Federico Lasco, dirigente generale del dipartimento Programmazione.

Assessore regionale Daniela Baglieri:
«L’emergenza nazionale in atto, anche sulla nostra Isola, sta causando notevoli disagi sui territori e alla popolazione sia dal punto di vista igienico-sanitario che ambientale. Con l’insediamento del Tavolo ministeriale è stato sancito un percorso condiviso che, in via prioritaria, applica il principio di prossimità nella gestione dei rifiuti. Pertanto, nell’immediato andranno espedite tutte le azioni propedeutiche previste dal testo unico ambientale sia per scongiurare il perpetrarsi dell’emergenza in Sicilia, sia per il successivo trasferimento dei rifiuti fuori Regione». Lo afferma l’assessore regionale Daniela Baglieri, la quale ha anche incontrato nella sua trasferta a Roma l’ingegnere Andrea Rafanelli, capo della direzione “ciclo dei rifiuti” della Regione Lazio, per uno scambio di opinioni e suggerimenti. Prossimo appuntamento del tavolo di crisi romano il 12 luglio.

Giampiero Trizzino, deputato regionale del Movimento 5 Stelle: "nodi vengono al pettine e il governo Musumeci, per metterci una pezza, usa farina del sacco altrui. Fin troppo proverbiale, ormai, l’inefficienza del governo siciliano in materia di rifiuti, fatto finalmente noto anche allo stesso presidente della Regione: sul tavolo del governo, apprendiamo dalla stampa, si discute appunto di aiutare i Comuni a sostenere le spese per spedire fuori regione i rifiuti. Una soluzione che mai avremmo voluto accettare, ma che in questo momento rappresenta l’unica nel breve periodo per evitare che la Tari possa schizzare alle stelle, con un aggravio non indifferente per le tasche dei cittadini”. “Scandito da una bocciatura appresso a un’altra - prima la riforma della governance e poi il piano regionale - e da soluzioni strampalate come quella dei termovalorizzatori, sbandierati ovunque e poi scomparsi dall’agenda di governo, l’azione politica della giunta regionale non può che raccogliere i cocci del suo fallimento e tentare di tamponare la crisi. Siamo stati noi, neppure un mese fa, durante la conferenza stampa organizzata a Catania insieme con le colleghe del gruppo M5S Gianina Ciancio e Jose Marano e il segretario regionale del PD Anthony Barbagallo, a lanciare questa idea, e il fatto che oggi Musumeci apra gli occhi sul suo fallimento e accetti questa soluzione, ci conforta almeno in parte”.

Sul punto, interviene pure il sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova: “L’anno scorso abbiamo avuto un costo medio per il conferimento dell'indifferenziata di 250 euro a tonnellata - dice - e quest’anno, con gli impianti al collasso, la somma crescerà vertiginosamente se saremo costretti a spedire fuori dal territorio regionale. In più, ogni giorno viviamo mille difficoltà per portare i nostri rifiuti nella discarica di Trapani con la paura di vedere i nostri mezzi tornare indietro pieni per raggiungimento dei limiti giornalieri. Insomma, è una situazione insostenibile e il governo della Regione deve assolutamente intervenire”.

Assemblea dei sindaci ANCI - Durante l’incontro l’ANCI Sicilia ha stabilito di chiedere che al tavolo tecnico sui rifiuti, nel confronto già avviato tra enti locali, SRR e governo regionale, sia inserita una rappresentanza dei sindaci dell’Isola. Per quanto riguarda la crisi finanziaria, un gruppo di amministratori locali provvederà a stilare un documento che illustri nel dettaglio la situazione drammatica e si occuperà di predisporre un eventuale percorso di mobilitazione. Un terzo gruppo di lavoro, infine, affronterà le tematiche legate allo status degli amministratori locali. Durante il dibattito i sindaci hanno evidenziato che “i comuni siciliani non sanno dove conferire i rifiuti a causa delle discariche piene o inagibili. Di conseguenza la spazzatura rimane per strada e, considerando il caldo afoso di queste giornate, potrebbe verificarsi una crisi sanitaria. È chiaro che nel lungo periodo bisogna riprogrammare gli impianti e rivedere il piano rifiuti”.

Il presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando: “All’assessore regionale Daniela Baglieri, che abbiamo incontrato la scorsa settimana, ribadiamo la necessità di avviare un confronto non solo su come affrontare l’emergenza ma anche su come smaltire i rifiuti senza extra costi che andrebbero a gravare sulla Tari e sui bilanci dei comuni. Ora più che mai è necessario tutelare la vivibilità dei territori e la salute dei cittadini anche in considerazione della stagione estiva. La Sicilia si riempie di turisti e proprio adesso che avremmo bisogno di maggiore disponibilità di impianti, ne abbiamo talmente pochi da essere costretti a spedire fuori dalla regione i rifiuti con spese che, inevitabilmente, ricadranno sui cittadini. Si tratta di un’emergenza che si somma alla crisi finanziaria degli enti locali in quanto a causa dell’eccessivo aumento dei costi per il conferimento in molti casi non sarà possibile approvare i piani economici-finanziari”.

I sindaci si sono trovati d’accordo sulla necessità di trovare un sistema adeguato per affrontare i sovra-costi attuali per il conferimento e lo smaltimento dei rifiuti e di chiedere alle SRR come intendano intervenire per arginare l’emergenza di carattere sociale che si aggiunge, inevitabilmente, a quella sanitaria. Per quanto riguarda i rifiuti da smaltire fuori regione, il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani, Mario Emanuele Alvano, che proprio nei giorni scorsi ha partecipato ad una riunione tecnica con i rappresentanti delle Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti, ha evidenziato che dal confronto in atto col Dipartimento Acque e Rifiuti e con le SRR si stanno approfondendo aspetti essenziali: in particolare, come sia possibile procedere al pre-trattamento dei rifiuti, come immaginare le stazioni di raccolta e da dove e con quali modalità farli partire dall’Isola. Rimane, infine, ancora un problema irrisolto quella legato all’aumento dell’indennità dei sindaci che, previsto dalla Finanziaria varata dal Governo Draghi, non riguarda gli amministratori della Sicilia.


Vincenzo Figuccia, deputato di Prima l’Italia all’Assemblea regionale siciliana: “Troppi Comuni siciliani si trovano in una situazione di grave emergenza a causa dei rifiuti non smaltiti. Palermo con la discarica di Bellolampo è tra questi ed anche a Carini la situazione è preoccupante. Occorre un’accelerazione sulla pubblicazione della gara per la realizzazione dei due termovalorizzatori previsti a Gela e a Pantano d’Arci nel catanese. La Regione sta investendo oltre un miliardo di euro ma non è tollerabile un ulteriore ritardo nelle procedure. Se serve, il presidente della Regione nomini un commissario ad acta all’assessorato Energia per dare maggiore sprint alla procedura amministrativa. La Sicilia deve riscattarsi e dimenticare questo triste primato di Regione con un basso tasso percentuale di differenziata e area nella quale si è costretti a trasferire altrove i rifiuti per mancanza di impianti di termovalorizzazione. In tutto ciò rimaniamo tra le Regioni dove si paga una Tari altissima nonostante l’inefficienza del servizio di gestione dei rifiuti”.



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