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10/10/2022 06:00:00

Trapani, le prime azioni legali per i danni causati dagli allagamenti

 Mentre nuovi allagamenti si registrano in città dopo l'acquazzione di ieri sera, arrivano a Trapani le prime azioni legali per i danni economici provocati dall’alluvione che lo scorso 26 settembre ha portato sott'acqua il territorio trapanese e creato danni enormi a negozi e abitazioni.


Proprio con l’intento di tutelare i diritti dei cittadini colpiti dall’alluvione e per ottenere un completo risarcimento dei danni, sta agendo legalmente l’avvocato Vincenzo Maltese, già dirigente regionale “CODICI - Centro per i Diritti del Cittadino”, associazione di tutela per i diritti dei consumatori.

L’azione legale messa in campo a sostegno di diversi commercianti ma anche di proprietari di abitazioni private che hanno subìto ingenti danni a causa dell’alluvione, è al momento di natura stragiudiziale, ovvero una diffida con messa in mora nei confronti dei comuni di Trapani ed Erice (dato che diversi danni hanno interessato anche proprietà nel territorio ericino) con l’invito di negoziazione assistita.

 

 

I comuni, per legge, hanno 30 giorni per rispondere positivamente e iniziare quindi le trattative per trovare un accordo di natura economica e risarcitoria nei confronti dei cittadini danneggiati, che faranno una proposta in base ai risultati di natura tecnica che un esperto sta già provvedendo a rilevare in una relazione. In caso di mancata risposta entro i termini previsti dalla legge, l’avvocato Maltese si riserva di agire per via giudiziale e quindi avviare l’iter processuale in tribunale per fare ottenere per i suoi assistiti il giusto risarcimento per i danni subiti. Un risarcimento integrale che, secondo l’avvocato, non si potrebbe raggiungere con l’eventuale indennizzo che toccherebbe ai cittadini danneggiati con la procedura di riconoscimento dello stato di calamità naturale, qualora questa venga riconosciuta, che il comune di di Trapani ha posto in essere. Nella video intervista che l’avvocato Maltese ci ha rilasciato, troverete le ragioni per il quale è stata messa in atto questa azione legale. <> e sulla responsabilità oggettiva dell’amministrazione non ha dubbi è afferma:<>.

In tal senso, anche lo stesso sindaco di Trapani, afferma Maltese, ammette nei suoi comunicati stampa una sorta di responsabilità, scrivendo che vi è stata un’ostruzione delle condotte fognarie, il che ha causato l’allagamento per diverse ore.

In attesa di sviluppi, non ci resta che attendere le risposte delle amministrazioni comunali coinvolte e della regione circa il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Ma il tema continuerà nei prossimi mesi a interessare l’opinione pubblica e il dibattito politico. 

Roberto Valenti