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26/10/2022 18:00:00

La Regione Siciliana dichiara lo stato di crisi ed emergenza per i comuni colpiti dal maltempo

Dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per i comuni siciliani colpiti dal maltempo a settembre e nelle settimane scorse.

La Regione Siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per i danni provocati dal maltempo a settembre e ottobre in numerose zone dell’Isola. Il provvedimento, firmato dal presidente Renato Schifani a seguito della relazione predisposta dal dipartimento regionale della Protezione civile, avrà la durata di sei mesi. I Comuni coinvolti sono: Trapani, Paceco, Partanna, Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Erice, Valderice, Castelvetrano, Misiliscemi e Castellammare del Golfo, nel Trapanese; Agrigento, Santa Margherita di Belice, Sambuca di Sicilia, Menfi, Cammarata, Comitini, Naro, San Giovanni Gemini e Sciacca, nell’Agrigentino; Niscemi, in provincia di Caltanissetta; Palermo, Carini, Corleone e Contessa Entellina, nel Palermitano; Enna, Piazza Armerina, Barrafranca e Pietraperzia, nell’Ennese; Ragusa e Modica, nel Ragusano; le Città metropolitane di Messina e Catania.

Gli eventi meteo avversi - verificatisi nei giorni 25, 26, 30 settembre e primo ottobre e tra il 9 e il 13 ottobre - sono stati caratterizzati, scrive nella relazione il capo della Protezione civile della Presidenza della Regione, Salvo Cocina, «da un flusso di correnti sud-occidentali che ha determinato importanti episodi piovosi associati in alcuni casi ad attività temporalesca, con conseguenti significativi effetti al suolo». E «i valori di pioggia, misurati da diverse stazioni, sono stati superiori ai 100 millimetri e con eventi di forte intensità e concentrazione registrati soprattutto nel territorio di Ragusa, Trapani e Palermo».

In particolare, le precipitazioni del 9, 10, 12 e 13 ottobre hanno «prevalentemente interessato i settori occidentali e meridionali dell’Isola, provocando lo straripamento di corsi d’acqua ed allagamenti nelle aree urbane, presumibilmente da ricondurre a deficit strutturali, nonché sversamenti di detriti lungo la viabilità ferroviaria, con fenomeni di crolli rocciosi e interruzione della viabilità». Fenomeni che hanno quindi «determinato gravi danni alle infrastrutture pubbliche e private, alle attività produttive e commerciali, ai beni e alle persone».

«Nell’immediatezza degli eventi – dice il presidente della Regione Renato Schifani - tutte le strutture operative di Protezione civile, regionali, provinciali e comunali, coadiuvate dalle associazioni di volontariato, dai Vigili del fuoco, dall’Esercito sono intervenute tempestivamente per soccorrere la popolazione colpita e rimuovere le situazioni di pericolo. Adesso, con la dichiarazione dello stato di crisi velocizzeremo la macchina e attiveremo i primi interventi della Protezione civile e dell’Autorità di bacino per la messa in sicurezza dei torrenti e della città di Trapani». Diverse le reazioni alla dichierazxione di crisi da parte del governo regionale:

 Partanna, il sindaco e deputato Ars Nicolò Catania -  “Ringraziamo il Dipartimento Regionale di Protezione Civile e il Presidente della Regione, Renato Schifani, per la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza per la durata di sei mesi per i gravi danni provocati dagli eventi meteo avversi che nei giorni 25, 26, 30 settembre e 1° ottobre, e nei giorni tra il 9 e il 13 ottobre, hanno interessato diversi Comuni del territorio regionale e nel dettaglio, per la nostra provincia, Trapani, Paceco, Partanna, Campobello di Mazara, Erice, Valderice, Castelvetrano e ancora Misiliscemi e Castellammare del Golfo, oltre ad altri Comuni vicini quali Agrigento, Santa Margherita di Belice, Sambuca di Sicilia, Sciacca e Menfi, tra gli altri”.

Con queste parole il sindaco di Partanna, coordinatore dei sindaci della Valle del Belice e Deputato Regionale di Fratelli d’Italia, Nicolò Catania, commenta la dichiarazione dello stato di crisi nel territorio della Regione Siciliana dopo averne fatto espressamente richiesta facendosi portavoce delle istanze dei cittadini colpiti dai nubifragi; precipitazioni particolarmente intense che hanno prevalentemente interessato i settori occidentali e meridionali dell’Isola, anche se localizzati fenomeni intensi sono stati registrati anche lungo la costa tirrenica centro-orientale.

La valutazione complessiva del contesto di criticità, per l’estensione dei territori interessati e per la problematicità, ha fatto emergere danni per circa € 10.000.000,00 per interventi di somma urgenza ed indifferibili, e di € 60.000000,00 per interventi strutturali di riduzione del rischio residuo. Lo stato di crisi permetterà di attivare ulteriori iniziative per garantire maggiore capacitaÌ€ di risposta operativa sul territorio. L’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Trapani, intanto, si è già arrivato per la dichiarazione dello stato di calamità naturale che ha colpito il settore agricolo.

Dario Safina deputato regiponale PS - "Non posso che esprimere soddisfazione per la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza, da parte della Regione Siciliana. Mi sembra giusto sottolineare come l’Amministrazione Comunale di Trapani, sin da subito, avesse ragione nell’affermare che si era trattato di evento calamitoso chiedendo subito la dichiarazione dello stato di emergenza. Mi ero fatto portavoce dell’esigenza chiedendo immediata attivazione per la procedura sia al Governatore uscente che al nuovo e quindi non posso che essere soddisfatto per quanto sancito dal Governo regionale. Al contempo, però, chiedo che si apra immediatamente il tavolo per il calcolo preciso dei danni, onde pervenire al ristoro dei danni subiti dai cittadini e dalle imprese. Lo stato di emergenza dichiarato dalla Regione, infatti, servirà a porre in essere quegli interventi strutturali che a Trapani erano improrogabili ma, adesso, bisogna pensare anche ai privati che hanno avuto seri danni per le alluvioni. Auspico che anche a livello nazionale si possa procedere celermente come è stato fatto in Sicilia".

 

 

 

 



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