Sicilia. Per Schifani comincia male. FdI si spacca, è scontro sugli assessori
Renato Schifani non si aspettava certamente che dopo eletto la maggioranza fosse così critica nei suoi confronti, intanto ha consapevolmente rotto il fronte con Gianfranco Miccichè, che candidamente ha affermato di non essere più in maggioranza e che voterà i provvedimenti secondo coscienza, e sempre candidamente ha affermato che "Schifani è peggio di Nello Musumeci".
Adesso la grana del neo presidente, che ancora non ha provveduto a nominare l’esecutivo, come se la Sicilia fosse la terra dei balocchi e si possa ancora attendere, è tutta legata alle posizioni dei partiti a cominciare da Fratelli d’Italia.
Gli assessori da nominare pare siano tutti interni, cioè deputati eletti mentre il partito di Giorgia Meloni chiede per se 4 caselle, 2 con assessori interni e 2 con esterni. Niente deroghe per il governatore che, invece, continua a sostenere che gli assessori debbano essere eletti. Per chi FdI chiede un posto in giunta? Intanto per Elena Pagana, moglie di Ruggero Razza, ex assessore alla Salute, non rieletta e ora per lei potrebbero aprirsi le porte come assessora. I suoi meriti? Moglie di Razza, a sua volta fedelissimo di Musumeci.
L’altro nome è quello del palermitano Francesco Scarpinato, primo dei non eletti. Si è aperto così lo scontro all’interno del partito di Giorgia Meloni, i malumori crescono: non c’è lascia passare per i due indicati in quota meloniana, non avrebbero altri meriti se non quelli di essere stati candidati e, nel caso di Pagana, di non essere stata eletta nonostante l’appoggio sia di Razza che di Musumeci. Un successo.
Lo scontro poi riguarda anche il nome del capogruppo pro tempore di FdI, si tratta di Luca Cannata, eletto anche alla Camera dove probabilmente resterà lasciando l'Ars. Cannata adesso dovrà mediare, i parlamentari ARS meloniani chiedono di seguire la linea indicata da Schifani: fare il nome di 4 parlamentari eletti.
Per domani Cannata ha convocato un vertice di partito unitamente ai coordinatori regionali, Salvo Pogliese e Giampiero Cannella.
Alla prova del nove c’è il presidente della Regione, che potrà mediare o restare fermo sulle sue posizioni e in quel caso però correre dei rischi mettendo a repentaglio la tenuta di tutta la maggioranza.
I partiti nel frattempo sono pronti ad indicare i nomi degli esterni, da Luigi Genovese per l’MPA a Eleonora Lo Curto per la Lega.
La giunta, tuttavia, pare sia già più che definita, dovrebbe giurare mercoledì, alla Sanità andrà un tecnico, sarà l’unico nome esterno, si tratta di Giovanna Volo
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