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16/11/2022 06:00:00

  La sconfitta di Schifani: la moglie di Razza in giunta. Presentati gli assessori

14,00 - «Finalmente si parte: compatti, coesi, con la volontà di fare in modo che alcune cose possano cambiare nella macchina regionale. Ci aspettano grandissime emergenze da affrontare con estrema urgenza, da far tremare i polsi». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che stamattina nella Sala Alessi di Palazzo d'Orleans ha presentato i dodici assessori della Giunta regionale.

Il presidente ha elencato le priorità che segneranno l'agenda del governo fin dai prossimi giorni: «La parifica di Bilancio 2020, con le contestazioni della Corte dei conti su cui la Regione sta predisponendo un'articolatissima difesa; il rendiconto generale 2021 e la conseguente parifica; l'esercizio finanziario del 2022, con il relativo rendiconto; la nuova Legge di Stabilità 2023 e il Bilancio 2023/25; la definizione e il completamento degli interventi a valere sul Pnrr; il completamento degli obiettivi previsti dai programmi comunitari la cui chiusura è fissata per il 31 dicembre 2023; l'avvio degli interventi della nuova programmazione 2021/27; la definizione di forme di aiuti per le famiglie e le imprese; la riorganizzazione dell'amministrazione regionale e l'apertura dei tavoli di confronto con il governo nazionale su questioni di particolare rilevanza per la Regione Siciliana, fra cui crisi Lukoil, autonomia differenziata, ponte sullo Stretto, trattativa con il Mef per la chiusura di un pre-contenzioso che ci vede creditori di circa 600 milioni per mancato incasso di accise relative alla sanità».

«Questa – ha continuato il governatore - deve essere una Regione capace di attirare gli investimenti. Cercheremo di approvare le norme finalizzate a sveltire e accelerare i processi decisionali. Sarà una sfida perché occorrerà intervenire sia sul piano legislativo, ma anche su quello della burocrazia, che io rispetto. Ho istituito un comitato per vigilare sulla situazione del Pnrr: lavoreremo anche sul controllo dei flussi finanziari e costituirò un organo ristretto e autorevole, composto da persone di altissimo profilo istituzionale per verificare eventuali anomalie e scongiurare ogni rischio di aggressione della criminalità organizzata. Perché – ha voluto sottolineare Schifani - la mafia non è né di destra né di sinistra, ma punta soltanto a tutelare i propri interessi».

«Sono impegnato – ha aggiunto - a dare il massimo in questa avventura al quale sono stato chiamato dai partiti del centrodestra e per garantire l'unità della coalizione nella mia azione di governo e in quella politica di coordinamento». «Ho scelto persone di livello, che hanno esperienza e che daranno il massimo», ha detto riferendosi alla composizione della giunta. «Interverremo anche sulla rotazione dei direttori generali, nella logica del raggiungimento dell'efficienza».

«Mi metto a disposizione della mia terra – ha concluso il presidente - per assicurare ai siciliani un cambiamento che si traduca in una maggiore efficienza amministrativa, crescita del Pil, attrazione di investimenti e aumento dei posti di lavoro che porti i giovani a non lasciare la propria terra. Garantiremo il massimo contrasto alla criminalità organizzata, con un'azione di governo rigorosa anche nei confronti dei reati contro la pubblica amministrazione».

Al termine della presentazione a Palazzo d'Orléans gli assessori hanno prestato giuramento durante una seduta dell'Assemblea regionale siciliana dinanzi al presidente Schifani.

Qui la biografia di tutti gli assessori. 

10,30 -  Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha presentato alla stampa, a Palazzo d'Orleans, la squadra di governo.

Luca Sammartino (Lega) è il vice presidente.

"Si conclude questa fase abbastanza lunga non dovuta a me, ma alle lungaggini procedurali per i conteggi degli eletti e perché la legge prevedeva il giuramento davanti all'Assemblea e ho dovuto aspettare - ha detto Schifani - Da oggi si parte, ci aspettano appuntamenti di grandissima urgenza ed emergenza, abbiamo un agenda molto fitta. Abbiamo delle sfide da tremare i polsi, come la parifica del rendiconto 2020; il rendiconto e parifica rendiconto 2021; la chiusura del bilancio 2022; la programmazione della legge di bilancio per il 2023; gli interventi sul Pnrr; programmi comunitari con chiusura 2023; forme di aiuto per imprese e famiglie; confronto sul Mef per contenzioso da 600 milioni. Finalmente si parte, compatti e coesi. Cercheremo di approvare norme per sveltire processi decisionali".

DUE GRUPPI DALLO STESSO NOME PER FORZA ITALIA. Si spacca Forza Italia in Sicilia. A sancire la rottura è la costituzione all'Assemblea regionale di due gruppi parlamentari distinti: uno con 5 deputati è guidato da Miccichè che mantiene la carica di commissario del partito nell'Isola, nell'altro (con 8 parlamentari) è iscritto il governatore Renato Schifani, ed è presieduto da Stefano Pellegrino.

I due capigruppo hanno formalizzato alla segreteria generale dell'Ars la formazione dei gruppi, che però portano entrambi il nome di Forza Italia.

07,00 - Alla prima vera prova di maggioranza il presidente Renato Schifani ne esce sconfitto, Fratelli d’Italia vince la partita e porta in giunta due esterni.
La giunta, quindi, è completa e oggi gli assessori prestano giuramento.

La composizione è questa: in quota Lega ci sono Luca Sammartino ( Agricoltura e vice presidenza regionale), Mimmo Turano(Formazione e Istruzione); in quota MPA Roberto Di Mauro (Energia); in quota Forza Italia Giovanna Volo(Sanità), Edy Tamajo (Attività Produttive), Marco Falcone (Economia); in quota DC ci sono Andrea Messina (Enti Locali), Nuccia Albano (Famiglia-Lavoro-Politiche Sociali).


Fratelli d’Italia ha fatto il pressing per fare entrare due esterni in giunta, si tratta di Francesco Scarpinato (Turismo), vicinissimo al Ministro e cognato di Giorgia Meloni, Lollobrigida, e di Elena Pagana, candidata non eletta ad Enna, moglie dell’ex assessore alla Sanità, Ruggero Razza.
Nello Musumeci non ha potuto tutelare il suo delfino e ha finito per cedere il passo alla consorte, per lei c’è la delega ai Beni Culturali.
I due esterni si uniscono ai due interni Alessando Aricò alle Infrastrutture e Elvira Amata al Territorio e Ambiente.

Le funzioni di vicepresidente sono state attribuite all’assessore Sammartino. L’assessore Falcone è stato, invece, delegato alla trattazione degli affari ricompresi nelle competenze del dipartimento regionale della Programmazione.

Il presidente Schifani, oggi alle 10, presenterà a Palazzo d'Orlèans la nuova giunta di governo. Gli assessori, così come previsto dalla legge regionale 26/2020, giureranno poi, sempre oggi, dinanzi al presidente della Regione al cospetto dell'Assemblea regionale siciliana nel corso della seduta convocata per le ore 11.

 


La regola degli esterni vale solo per Fratelli d’Italia e non evidentemente per la Lega che avrebbe potuto schierare in giunta una donna come Eleonora Lo Curto, che con oltre le 5 mila preferenze ha consentito alla Lega di prendere il seggio, se la Lo Curto avesse ceduto alla Dc di Cuffaro oggi in parlamento ci sarebbe stata lei.


La logica delle deleghe assegnate da Schifani imbarcano acqua e c’è un equilibrio che è pronto a infrangersi al primo tentativo di unità.
I malumori all’interno della maggioranza si fanno già sentire tra i corridoi, la Pagana, prima grillina, poi Attiva Sicilia e poi Fratelli d’Italia, in una legislatura ha collezionato più cambi di casacca che uno stile politico, il suo personale: essere in giunta perchè la politica può anche essere questione di famiglia ma magari non di opportunità.
Da grillina anti casta, pronta a rivoluzionare il sistema è diventata parte di un sistema che divide poltrone.
Ogni tanto Nino Minardo si ricorda di essere il segretario regionale della Lega e batte un colpo: “A Roma il governo Meloni è già al quarto consiglio dei ministri, mentre a Palermo si dovrà ancora attendere domani(oggi per chi legge) per avere un governo regionale operativo.Mi pare che si sia fatto perdere troppo tempo al presidente Schifani e devo ammettere che anche le segreterie nazionali dei partiti non hanno aiutato in questo. Ora basta, è arrivato il tempo di lavorare”.