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18/11/2022 06:00:00

La falsa partenza di Schifani. Ieri la prima Giunta 

 E' stata  una falsa partenza, quella di Renato Schifani. Il presidente della Regione non solo ha dovuto subire i nomi degli assessori di Fratelli d'Italia, nonostante il suo aperto no all'ipotesi di assessori non deputati, ma ha anche subito la frattura di Forza Italia. Da due giorni, in Sicilia, ci sono due gruppi di Forza Italia, denominati 1 e 2.

Forza Italia 1 con nove deputati è il gruppo di Schifani, che ha come presidente il marsalese Stefano Pellegrino.

Forza Italia 2, invece, è quello dei dissidenti di Miccichè.

Cosa succederà è impossibile da prevedere. Certo è che alla prima votazione, quella per l'elezione del vice presidente dell'Ars, la maggioranza è andata sotto. Un avvertimento di quello che potrebbe diventare il parlamento regionale se Miccichè decide di attuare la guerriglia e sfiancare Schifani come già fatto con Musumeci.

Anche Fratelli d’Italia è una polveriera. Effetto della nomina ad assessore in extremis di Francesco Scarpinato ed Elena Pagana (moglie dell’ex assessore Ruggero Razza) al posto di due big: Giusi Savarino e Giorgio Assenza. Scarpinato e Pagana sono i miracolati. Voluti fortemente dalle stanze romane del partito. Il nome che fa più discutere è quello di Pagana, perchè è un ex deputata grillina, passata poi nella già dimenticata formazione di Attiva Sicilia, poi sposa del pupillo di Musumeci Ruggero Razza, infine candidata alle Regionali con Fratelli d'Italia, dove però è stata trombata. 

Intanto, una curiosità, nel consiglio di presidenza dell'Ars è stata votata Serafina Marchetta. Di lei ci siamo occupati durante la campagna elettorale.E' la moglie  del segretario regionale dell’Udc, Decio Terrana. Partito inesistente, che non ha presentato liste alle Regionali e che non ha raggiunto (presentandosi insieme ad altre formazioni) lo sbarramento alle Politiche. Insomma, il nulla. Ebbene, Marchetta è stata "nominata" all'Ars perchè inserita in un posto blindato, cioè nel listino che tocca al presidente vincente, cioè Schifani. Guadagnerà 12mila euro al mese. 

Ieri intanto si è riunita la prima Giunta. All’ordine del giorno della seduta di questa mattina a Palazzo d’Orleans l’approvazione il riconoscimento di una serie di debiti fuori bilancio. Via libera inoltre alla richiesta di dichiarazione di calamità naturale per i danni alle produzioni agricole causati dalla siccità che ha colpito la provincia di Caltanissetta da gennaio a luglio di quest’anno.  La Giunta ha ratificato anche la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità per la provincia di Catania, precedentemente approvata con un decreto del presidente. Schifani. intanto, ha delegato il vice presidente Luca Sammartino a partecipare oggi alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con il ministro Roberto Calderoli. Al centro dell’incontro l’esame della bozza del ddl sull’autonomia differenziata. “Siamo pronti ad ascoltare, dialogare, parlare – ha spiegato Sammartino – ma la Sicilia e il Sud devono recuperare il gap e i livelli di assistenza e poi discuteremo di autonomia differenziata. Vogliamo capire, approfondire e quindi rivendicare quanto spetta alla nostra Regione. La nostra posizione è prima di tutto quella di tutelare gli interessi della Sicilia e comprendere a fondo cosa porta alla Sicilia l’autonomia differenziata”.

LO GIUDICE.  “La scelta di Sicilia Vera e Sud chiama nord di non accettare il ruolo di segretario dell’ufficio di presidenza del parlamento siciliano ha un peso ben specifico. È coerente con la nostra linea politica e segna il punto di non ritorno rispetto alle vecchie logiche di spartizione che hanno sempre caratterizzato l’assemblea regionale siciliana. La rinuncia da parte dell’on. Giuseppe Lombardo del ruolo di segretario a seguito del voto d’aula da parte dei Cinque stelle e del Pd ci pone definitivamente e chiaramente in controtendenza rispetto alla corsa alle poltrone e agli incarichi. Il nostro deputato Giuseppe Lombardo rinunciando alla carica ha rinunciato anche ad una cospicua indennità aggiuntiva a quella di deputato regionale. Per ogni deputato segretario, infatti, è previsto un compenso extra pari a 1159,14 euro mensili oltre al budget di 80 mila euro annui per assunzioni varie. In più da segretario Giuseppe Lombardo avrebbe avuto diritto ad altri benefit come l’auto blu, uffici e personale aggiuntivo. Inoltre, prima che venisse chiarito in aula il regolamento si era proceduto alla nomina anche dell’on. Alessandro De Leo che coerentemente con la linea del movimento ha rinunciato a sua volta alla nomina. Il nostro no a partecipare alla classica spartizione di prebende ha spiazzato le forze politiche presenti in aula. Mai si era infatti verificato un fatto del genere. Noi lo avevamo detto e lo ribadiamo, siamo in Parlamento per cambiare le regole del gioco. La nostra posizione ieri sera ha messo in evidenza il maldestro tentativo delle finte opposizioni e anche di parte della maggioranza di tirarci all’interno di inciuci e alleanza fatte di dare e avere. Abbiamo dimostrato con i fatti di non essere interessati. Abbiamo dimostrato di essere l’unica e vera opposizione al governo Schifani. Un monito per il futuro a chi ieri ha tentato, votando l’on. Giuseppe Lombardo, di compromettere tutte le forze politiche in aula e non certamente per il buon funzionamento della stessa, evitate perché la nostra risposta sarà sempre la stessa. Con Sicilia Vera e Sud chiama Nord inizia una nuova era politica. Saremo protagonisti del cambiamento così come avevamo preannunciato e rimanendo fedeli al patto sottoscritto con gli oltre mezzo milione di siciliani che ci hanno votato consentendoci di rappresentarli nel Parlamento Siciliano.” Lo afferma Danilo Lo Giudice coordinatore dei gruppi parlamentari Sicilia Vera e Sud chiama Nord.



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