La mafia di Marsala, Mazara e Campobello. Ecco gli arrestati con il reddito di cittadinanza
Non se la passava male. Quando è stato arrestato gli hanno trovato in casa 50 mila euro in contanti.
E’ ritenuto il braccio destro del boss di Campobello di Mazara. E percepisce il reddito di cittadinanza.
Piero Di Natale, di Castelvetrano, è uno degli arrestati dell’operazione antimafia Hesperia che ricevevano il sussidio.
Associazione mafiosa, estorsioni, droga, turbativa d’asta. Sono a vario titolo le accuse nei confronti del nutrito gruppo di percettori del reddito coinvolto nell’inchiesta che ha fatto luce sulle ultime dinamiche mafiose tra Marsala, Mazara e Campobello con 35 persone agli arresti.
In queste settimane si discute molto sul reddito di cittadinanza, sulle modifiche varate dal governo Meloni e il rischio che il sussidio possa essere tolto a chi ne ha davvero bisogno.
Ma in questi anni ci sono state storie di percettori non proprio bisognosi, e di esponenti della malavita, che facevano però la bella vita, ma percepivano il reddito.
Piero Di Natale, ad esempio, è la “longa manus” di Franco Luppino, boss di Campobello anche lui arrestato, fedelissimo di Matteo Messina Denaro.
Per conto di Luppino, Di Natale intratteneva i rapporti con i mafiosi non solo di Trapani, ma anche di Palermo e Agrigento.
Contemporaneamente si sarebbe occupato dei traffici di droga. In casa gli hanno trovato 50 mila euro cash la notte dell’arresto, ma aveva sentito la “necessità” di chiedere e ottenere il reddito di cittadinanza.
Il sussidio gli è stato ovviamente tolto, su indicazione dei carabinieri che hanno svolto le indagini.
Tra i percettori del reddito di cittadinanza c’è anche Vito Gaiazzo, padre di Antonino Gaiazzo, consigliere comunale di Mazara del Vallo. Gaiazzo senior è stato arrestato, ed è protagonista di un episodio molto importante, citato nell'inchiesta. Avrebbe costretto un commerciante di Porto Empedocle a vendere la sua pescheria per pagare il pizzo. Lo ha costretto con delle minacce inequivocabili: "Vengo a casa tua e ti picchio con due viriate".
L'imprenditore è stato vessato e minacciato di ritorsioni fino a quando non ha consegnato 5mila euro a tre esponenti del clan.
Nell’informativa sui percettori del reddito troviamo anche Bartolomeo Macaddino, di Mazara, tornato libero qualche giorno fa. Avrebbe affiancato, assieme al fratello, Vito Gaiazzo nell’estorsione all’imprenditore agrigentino.
C’è Giuseppe Salerno, figlio di Carmelo Salerno coinvolto già nell’operazione antimafia Scrigno.
Non poteva che essere per il reddito, e non poteva che beneficiarne, Stefano Putaggio, marsalese, finito ai domiciliari, candidato con il Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni amministrative a Marsala. Putaggio insieme ad altri è coinvolto negli affari sulle aste giudiziarie truccate dalla famiglia mafiosa di Marsala.
Tra i percettori anche Tiziana Rallo, la lady di ferro della famiglia mafiosa di Marsala. E’ fidanzata con il figlio del boss Franco Raia, ritenuta parte integrante dell’associazione mafiosa, in grado di fare da portavoce del capomafia, di organizzare incontri, e gestire i soldi da smistare alle famiglie dei mafiosi detenuti. La troviamo, anche lei, parte attiva negli affari sugli immobili all’asta.
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