In trentanove, oggi, lunedì 12 Dicembre 2022, dovranno comparire dinnanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trapani, Giancarlo Caruso. Sono i responsabili della rivolta scoppiata, due anni fa, alle carceri Pietro Cerulli per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale i reati di cui sono chiamati a rispondere. Due di loro sono irreperibili, altri sedici sono tornati in libertà.
La rivolta scoppiò il 10 marzo del 2020. Un intero reparto, la sezione Mediterraneo, venne devastata. I detenuti, più di 200, distrussero mobili, suppellettili, divelto i cancelli, bruciato lenzuola e indumenti. Una sola nota positiva: non ci furono feriti né tra gli agenti di polizia penitenziaria né tra i reclusi, ma la tensione dentro la struttura era alle stelle. Una situazione esplosiva gestita con intelligenza da tutte le forze dell’ordine intervenute in tenuta antisommossa. Trattarono con i rivoltosi, riuscendo alla fine a farli desistere.
Una cinquantina di loro armati di bastone e spranghe avevano raggiunto il tetto delle carceri. I motivi della rivolta? La richiesta di tamponi e mascherine, ma soprattutto lo stop ai colloqui con i familiari.
Qui ricostruiamo la vicenda su Tp24.
Una rivolta organizzata. Una tesi che da subito circolava tra gli agenti di polizia penitenziaria trovò, poi, conferma nel rinvenimento di alcune mazze.
I reclusi le avevano realizzate, tenendole ben nascoste. Armi rudimentali che, però, avrebbero potuto uccidere se avessero colpito qualcuno.
A comparire dinnanzi al Gip saranno i palermitani Vincenzo Alaimo, Francesco Paolo Avvenimenti, Gioacchino Buscetta, Giuseppe Caccamo, Domenico Cintura, Francesco Lo Coco, Pietro Mazzara, Giuseppe Rizzuto; i trapanesi Alberto Cangemi, Roberto Cordaro, Antonino Di Salvo, Luca Fiorino, Andrea Guarnotta, Sergio Manzo; i catanesi Orazio Bonfiglio, Vincenzo Di Mauro, Alfio Cristian Licciardello, Marcello Mercurio, Ottavio Roberto Questorino, Maurizio Trapani, Alfio Valvo, Sebastiano Zappalà; i mazaresi Emir Ben Thameur, Alessio D'Agostino; Damiano Guccione, Ramzi Njim, Vincenzo Piazzese. Ed ancora, Gaspare Di Benedetto (Partinico), Salvatore Di Paola e Umberto Rizzitano (Messina), Angelo Maltese, Paolo Pace ( Marsala), Daniele Sabani e Leonardo Saluzzo (Castelvetrano), Erica Spadafora (Bergamo), nonché i tunisini Amri Abuda, Achref Kamoun, l'egiziano Kirolos Samir e il marocchino Zakaria Tiouk.