Marsala Schola sì, Marsala Schola no. Il refrain della canzone di Elio e le Storie tese, la Terra dei cachi, era nella mia testa allorquando nell'ultimo consiglio comunale di Marsala si è dibattuto degli istituti partecipati dal comune lilibetano, che si rammentano sono ben nove, come riportato da Tp24: appunto Marsala Schola, poi Ente Mostra di Pittura Contemporanea, Terra dei Fenici-in liquidazione-, Fondazione Distretto del turismo Sicilia Occidentale, Consorzio Universitario Campus Biometrico - anch'esso in liquidazione -, S.R.R. Trapani Provincia Nord, Consorzio Universitario Provincia di Trapani, Flag Fondazione "Torri e Tonnare del Litorale Trapanese", infine Gas Elimos la cui missione è la valorizzazione di un’area di 160 mila abitanti con progetti di sviluppo che coinvolge la provincia di Trapani dalle Egadi alla Laguna dello Stagnone a Pantelleria, lo si è descritto perché probabilmente il meno conosciuto.
A Sala delle Lapidi la discussione ha riguardato quasi esclusivamente L’Istituzione Comunale, prova ne è che a relazionare c'era il presidente del consiglio d'amministrazione Bellafiore. La ragione sociale dell'ente, che è dotato di autonomia gestionale e personalità giuridica è: nell’ambito degli indirizzi fissati dal Comune essa gestisce i servizi di: refezione, asili nido, scuolabus, assistenza igienico personale agli alunni diversamente abili, il diritto allo studio -buoni libro e il contributo libri di testo, il servizio rimborso spese di trasporto studenti, il servizio borse di studio-, la Scuola dell’infanzia paritaria “G.Baccelli”. Queste sono le prestazioni fornite e Bellafiore lo dice chiaramente, è la politica che deve scegliere se tenerla aperta ma non perché dopo il parere della Corte dei conti il personale non può più essere assorbito dall'ente comune, perché esso -il personale- è funzionale alle prestazioni da fornire ai cittadini, anche perché per il prossimo triennio necessita di 17 assunzioni e tutte in profili alti, che qualora si decidesse di mantenere in vita esige un rilancio. Classe politica così attenta che ha convocato il Bellafiore solo a metà mattinata per relazionare sull'attività dell'Istituzione, riprova ne è che ha dovuto abbandonare i lavori a metà seduta. La quaestio è palese per Passalacqua, Orlando, Fici e con accezione diverse anche per Ferrantelli e Bonomo, ma nella sostanza identiche ossia come da parecchi anni, l'esistenza dell'Istituzione è per non licenziare il personale e il sindaco dopo aver manifestato la volontà di chiuderla, adesso vorrebbe che fosse l'assise ad assumersi l'onere, ma Sala delle Lapidi non è masochista, ciò non è avvenuto. L'anno si è chiuso con il discredito del governo della città e del consiglio comunale, con il tourbillon dei cambi di movimento/partito. Buon anno ai concittadini e Ad malora semper.
Vittorio Alfieri