Per spiegare cosa sia il rugby bisognerebbe guardare alla realtà marsalese dei Fenici, “una famiglia” come ha definito il club il presidente Moreno De Biasi.
Il club dei Fenici è anima e vita di uno sport che sposa il sociale, che centra l’obiettivo dell’inclusione e che garantisce il diritto allo sport a tutti.
Venerdì, al Complesso di San Pietro, si è tenuta proprio una conferenza stampa per fare il punto sull'attività svolta. Presente Salvatore Inguì, che ha sottolineato l’importanza di uno sport che ha un potere educativo straordinario, che insegna il rispetto delle regole e delle persone.
I Fenici sono un’esperienza concreta nel panorama delle risorse sociali di questa città, una realtà che è nata nel 2013 con un solo tesserato, Valerio Caputo e che oggi ne conta 130.
La passione, la dedizione, il senso di grande abnegazione che negli anni hanno messo in circolo Marco Quattrociocchi e Sigfrido Russo è di grande impatto non solo sportivo ma etico e morale. Un coraggio e un senso di solidarietà che è raro trovare e che è messo interamente al servizio di una città.
Hanno intrapreso un percorso sociale che va oltre lo sport, in una zona di Marsala, via Istria, che non è una periferia facile, dove spesso ci si incontra e scontra con pregiudizi e una subcultura che vuole i ragazzi meglio in strada che in un campo. Oggi, grazie al Rugby Fenici di Marsala quella realtà vanta un campo che ha pure un protocollo di utilizzo, sottoscritto tra tutte quelle società sportive che lo utilizzano: dare ai ragazzi del quartiere il diritto allo sport gratuitamente.
Oltre ogni difficoltà, oltre ogni diversità c’è il rugby, che ha anche collaborato con l’associazione Skenè, che ha aperto le porte alle persone diversamente abili e che lavora a stretto contatto con i servizi sociali.
Attorno al club ruotano gli atleti, le loro famiglie, tanti volontari, e gli sponsor che consentono a questa realtà di gareggiare in tutta Italia. Accanto ai Fenici ci sono: Biotrading, Cantine Fine, Rotary Club, Imex, la Croce Rossa sezione di Marsala. Quest’anno i kway per allenarsi in inverno sono stati donati da Mario Ottoveggio a tutti i ragazzi del club. Una sinergia straordinaria, una realtà positiva e di grande responsabilità sociale che unisce lo sport al rispetto dell’ambiente e delle buone pratiche.
Un esempio virtuoso che ha espresso quest’anno la prima ragazza siciliana convocata in nazionale under18.
Gioco di squadra, impegno, coerenza, rispetto delle persone e dei valori. Il rugby non è solo uno sport, è una filosofia di vita, perchè non c’è il fisico da rugbista ma il cuore da rugbista.