Antonini dice che è stato truffato dai suoi fornitori "per oltre un milione"
Dopo i racconti di diversi imprenditori e professionisti di Trapani che hanno sostenuto di vantare crediti non pagati nei confronti delle società sportive trapanesi, arriva la controffensiva di Valerio Antonini.
Nella mattinata dell’11 maggio 2026, infatti, Trapani Calcio e Trapani Shark hanno diffuso un durissimo comunicato annunciando la presentazione di una querela contro 11 aziende coinvolte nei lavori allo stadio Provinciale e al PalaShark.
L’accusa è pesante: “truffa e associazione a delinquere finalizzata all’iper-fatturazione”.
Secondo le società, le verifiche tecnico-contabili avrebbero evidenziato “rilevanti anomalie” tra i lavori realmente eseguiti, i materiali impiegati e le fatture emesse. Il danno economico stimato supererebbe addirittura il milione di euro.
La tesi di Antonini: “Hanno gonfiato le fatture”
Nel comunicato, le società sostengono che alcune imprese avrebbero emesso fatture superiori rispetto ai lavori effettivamente realizzati, anche “grazie alla compartecipazione di personale della società”.
È la risposta diretta alle testimonianze raccolte anche da Le Iene, dove vari imprenditori raccontavano di non essere stati pagati per lavori, forniture e servizi resi al Trapani Calcio e al Trapani Shark.
La linea difensiva di Antonini ormai è chiara: non debiti non pagati, ma contestazioni su lavori e fatture ritenute irregolari.
Il passaggio politico: Comune, decreti ingiuntivi e opinione pubblica
Ma il comunicato non si ferma agli aspetti economici. Perché dentro c’è anche un evidente affondo politico.
Le società fanno riferimento a un incontro avvenuto nel marzo 2025 al Comune di Trapani, dove alcuni rappresentanti delle imprese sarebbero andati “accompagnati dal Sig. Polizzi”, definito nel testo “già destinatario di rinvio a giudizio per il reato di calunnia aggravata”.
Secondo il comunicato, in quel contesto sarebbero state suggerite azioni coordinate contro Antonini e le sue società, comprese iniziative giudiziarie come i decreti ingiuntivi e persino operazioni per “mobilitare l’opinione pubblica”.
Un passaggio che inevitabilmente riaccende lo scontro politico-mediatico tra Antonini e il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida.
La guerra totale
Da una parte gli imprenditori che sostengono di non essere stati pagati. Dall’altra Antonini, che ribalta tutto e parla di un presunto sistema di “iper-fatturazioni” orchestrato ai danni delle sue società.
In mezzo, Trapani assiste a una vicenda che ogni giorno aggiunge un nuovo capitolo.
Resta ora da capire una cosa fondamentale: le contestazioni annunciate oggi da Antonini erano già note quando venivano emesse le fatture e avviati i lavori? Oppure emergono soltanto adesso, dopo mesi di decreti ingiuntivi, polemiche pubbliche e servizi televisivi?
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