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13/05/2026 06:00:00

Canottaggio e inclusione, il trionfo del giovane marsalese Giorgio Giacalone

C’è un momento, nello sport, in cui il cronometro smette di contare davvero. Succede quando una vittoria racconta qualcosa di più profondo: la pazienza, il coraggio, la fiducia. È quello che è accaduto sul lago di Pozzillo, dove il giovane marsalese Giorgio Giacalone ha conquistato il primo posto nella gara in singolo pararowing, al termine di un percorso iniziato appena un anno fa.

 

Una medaglia, certo. Ma soprattutto una storia che parla di inclusione vera, fatta di allenamenti, attenzioni quotidiane e porte aperte.

 

Il progetto della Canottieri Marsala

Da circa un anno la Società Canottieri Marsala ha deciso di intraprendere un percorso nuovo: rendere lo sport accessibile davvero a tutti, anche ai ragazzi nello spettro autistico e ai giovani con fragilità che troppo spesso restano ai margini delle attività sportive.

Non uno slogan, ma un progetto concreto.

La società ha acquistato un singolo da canottaggio dedicato al pararowing e, parallelamente, sta sviluppando anche l’attività della vela inclusiva grazie a una barca “Hansa”, pensata proprio per permettere anche a chi ha difficoltà di vivere il mare in autonomia e sicurezza.

Dietro questo lavoro ci sono gli allenatori Francesco Pugliese, Vincenzo Panicola e Alessandro Calabrò, coordinati dal direttore sportivo Marcello Mauro. Per la vela, invece, il riferimento tecnico è Claudio Spanò.

 

Canottaggio e vela, lo sport che include

L’attività inclusiva della Canottieri Marsala non riguarda solo il canottaggio. Il progetto è rivolto ai ragazzi  con disabilità e comprende sia il pararowing sia la vela, con percorsi costruiti insieme agli istruttori e agli assistenti.

Per la vela, i ragazzi saranno seguiti dagli istruttori della società e dall’équipe composta da Irene Giammarinaro, Arianna Matera, Alfio Lombardo e Giuseppe Calò, che accompagneranno gli atleti in questa nuova esperienza in mare.

Giorgio, un anno di lavoro e poi il trionfo

Giorgio ha iniziato ad allenarsi l’estate scorsa. Un percorso costruito giorno dopo giorno, con tempi diversi rispetto agli altri atleti, con più attenzione, più presenza, più ascolto.

Perché nel pararowing non si lavora soltanto sulla tecnica. Si lavora sulla fiducia, sulla relazione, sulla capacità di sentirsi parte di un gruppo.

E il risultato arrivato a Pozzillo è il segnale più bello: alla sua prima partecipazione ufficiale, Giorgio è riuscito a salire sul gradino più alto del podio.

Una soddisfazione enorme non solo per lui, ma anche per la sua famiglia e per tutta la società marsalese. Per i genitori, vedere il proprio figlio affrontare una gara, arrivare fino in fondo e sentirsi protagonista è un traguardo che va ben oltre la medaglia: è la conferma che un percorso di fiducia, pazienza e amore può aprire strade nuove.

 

Lo sport come occasione di crescita

Ai Canottieri di Marsala oggi sono già dodici i ragazzi tesserati coinvolti nel progetto inclusivo. Altri due o tre, spiegano dalla società, sono pronti a cominciare presto l’attività agonistica.

Il lavoro viene portato avanti anche grazie alla collaborazione con l’associazione Autus-Aequitas, i cui educatori accompagnano e assistono i giovani atleti durante gli allenamenti.

Fondamentale anche la convenzione stipulata con il Comune di Marsala, che ha permesso di garantire un accesso libero alle attività sportive dedicate a queste categorie.

E forse è proprio qui il punto più importante della storia. Non la vittoria in sé, ma quello che succede attorno: ragazzi che si aprono, famiglie che ritrovano serenità, genitori che vedono i propri figli acquisire sicurezza e autonomia.

 

 

Lo sport, quando funziona davvero, non cambia soltanto il fisico. Cambia il modo di stare al mondo.

E sul lago di Pozzillo, dentro quella barca che tagliava l’acqua, Giorgio Giacalone ha dimostrato che certi traguardi valgono molto più di una coppa.