Sicilia. Vince Schifani, Miccichè resta solo
Tempi duri per Gianfranco Miccichè, parlamentare ARS e commissario azzurro in Sicilia, la sua Forza Italia gli sta sfuggendo di mano.
I deputati leali al suo modo di fare politica si sono allontanati, l’ultimo ieri, si tratta di un super fedelissimo: Michele Mancuso, che aderisce al gruppo “Forza Italia all’Ars”, il cui capogruppo è Stefano Pellegrino e che sposa la linea del presidente della Regione, Renato Schifani.
Mancuso parla di senso del dovere: “Il grande senso di responsabilità nei confronti di un elettorato e di un territorio che alle scorse elezioni regionali ha fatto una precisa scelta, impone di trovare una sintesi tra quello che è stato garantito in campagna elettorale e quello che è il mio ruolo di rappresentante dei cittadini all’interno delle istituzioni”.
Mancuso, dunque, si identifica con quel partito che ha voluto ed eletto il governatore: “Per tale motivo continuerò a stare dentro Forza Italia, identificandomi con la rappresentanza del Governo regionale cui fa capo il presidente Schifani. Pertanto, non potendo immaginarmi al gruppo misto, senza bandiere né colore politico, ho deciso di aderire ufficialmente al gruppo di Forza Italia all’Ars”.
Miccichè resta da solo al gruppo misto, anche se in molti dicono, sia da Palermo che da Roma, lavorano come pontieri per far riunire l’intero gruppo. Cosa difficile ma non impossibile. Di certo è che ci sarà una guerra interna ancora al partito, Miccichè potrebbe incontrare Silvio Berlusconi nelle prossime ore per decidere il “caso Sicilia”.
Al momento intanto Schifani vince su Miccichè.
Il governatore però deve fare i conti, nonostante 39 deputati di maggioranza, con una opposizione che non molla un colpo e che vede in Cateno De Luca il principale interlocutore. Il deputato di Sicilia Vera e Sud chiama Nord ha presentato, in commissione bilancio, un documento integrativo al Defr di 23 punti sottoposto all'approvazione del Parlamento siciliano: “Si tratta, dice De Luca, di un atto concreto che mira a dare risposte alla Sicilia e fornisce quella strategia complessiva di gestione della spesa pubblica che neanche si intravede nel Defr predisposto da Musumeci e nella successiva nota di aggiornamento presentata dal governo Schifani. Abbiamo impegnato ad esempio il Governo della Regione, in sede di programmazione e/o riprogrammazione delle risorse extraregionali del periodo 2021-2027, tra l'altro abbiamo impegnato il governo dare copertura finanziaria alle graduatorie già approvate e non del tutto esitate per carenza di risorse finanziarie; abbiamo sollecitato il governo ad attuare una strategia di snellimento amministrativo e velocizzazione della spesa; abbiamo impegnato il governo a destinare apposite risorse per le zone montane e per coloro che contrastano concretamente la criminalità organizzata”.
Poi prosegue: "Abbiamo impegnato il governo a dare copertura finanziaria, in coerenza con le finalità di ogni singolo programma, agli interventi previsti nell’ambito della legislazione regionale ad oggi non ancora attuati nonostante la evidente volontà del Parlamento Siciliano, di dare copertura finanziaria nell’ambito delle risorse extraregionali delle programmazioni 2014 -2020 e 2021-2027. La nostra proposta è stata già approvata dalla commissione bilancio e dall’assessore Falcone. Adesso verrà discussa in aula”.
Molto critici anche i pentastellati, il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’ARS Antonio De Luca parla di mancata visione: “Davvero incredibile come il governo targato Schifani, che si era presentato ai cittadini come risolutore o innovatore, in realtà stia disattendendo ogni promessa fatta in campagna elettorale. Oggi si sono presentati con un documento di economia e finanza regionale, senza uno straccio di progetto o di visione e su questo hanno costruito una legge finanziaria che non concede respiro né alle imprese né ai cittadini. Oggi il governo regionale - spiega il deputato - ci presenta un defr redatto dal precedente governo, peraltro mai discusso nella precedente legislatura. I governi di centrodestra ci stanno abituando ad una totale mancanza di un piano operativo per sollevare imprese e cittadini dall'impasse economica iniziata già in periodo covid. Siamo ovviamente consapevoli che le faide politiche interne alla maggioranza paralizzano il governo, ma non siano i siciliani a pagare le loro beghe politiche”.
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