Strage Alkamar, l'Arma dei carabinieri condannata al risarcimento di 2 milioni ai familiari di Mandalà
L'Arma dei Carabineri è stata condannata ad un risarcimento milionario, 2milioni e 137mila euro nei confronti dei familiari di Giovanni Mandalà, l'uomo di Partinico, morto in carcere nel 1998, accusato e condannato ingiustamente all'ergastolo per la Strage di Alcamo Marina, della quale, qualche giorno fa si è ricordato il 47° anniversario. A stabilire il risarcimento sono stati i giudici della terza sezione civile del Tribunale di Palermo.
I familiari di Mandalà assistiti dagli avvocati Pardo Cellini e Saro Lauria, si sono costituiti parte civile e hanno citato l'Arma. Così, nelle motivazioni della sentenza i giuidici spiegano la condanna: “non c'è alcun dubbio sul fatto che siano stati gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri ad architettare la condanna all’ergastolo del Mandalà”. Per i giudici la difesa dell’Avvocatura dello Stato non regge, secondo la quale “vi sarebbe stato un concorso di colpa del Mandalà nell’aver determinato l’errore giudiziario, essendo questi caduto in continue contraddizioni. In conclusione, non può revocarsi in dubbio la responsabilità del Ministero della Difesa e dei convenuti Giuseppe Scibilia, Fiorino Pignatella, Giovanni Provenzano, in considerazione delle condotte da questi ultimi perpetrate, integranti gli estremi del delitto di frode processuale, che hanno portato alla condanna del Mandalà”.
Sono tre carabinieri che facevano parte del gruppo guidati dal capitano Giuseppe Russo e che torturano prima Giuseppe Vesco che poi chiamo in causa Giuseppe Gulotta, Gaetano Santangelo, Vincenzo Ferrantelli e Giovanni Mandalà. La svolta che permise di riaprire il caso avvenne nel 2008, con le confessioni rese dall'ex brigadiere Renato Olino, presente alle torture raccontò ai giudici come si svolsero realmente i fatti e come si arrivò ad incastrare quei giovani innocenti che furono dopo la revisione dei processi penali tutti assolti. A breve si attende la sentenza del processo civile a Firenze con la richiesta di Giuseppe Gulotta di 66milioni di euro
Anche Ferrantelli e Santangelo hanno pronto il ricorso con le richieste di 20 milioni ciascuno, sempre all’Arma dei carabinieri.
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